PONT - Si scaldano i motori in vista delle amministrative

Primi movimenti di campagna elettorale anche a Pont Canavese dove in primavera si tornerà alle urne per il rinnovo del consiglio comunale. Ci sarà, quasi sicuramente, il sindaco uscente Paolo Coppo che cercherà la conferma per altri cinque anni di amministrazione. Dubbi, invece, sugli avversari. Di certo i candidati a sindaco della scorsa tornata non faranno parte della contesa elettorale. Scontato addio all'attività politica di Paolo Querio, anche Massimo Motto ha deciso di farsi da parte. Almeno per questa tornata. «Salto il giro come si dice fra ragazzi quando si trovano a bere birra».

«Ho maturato questa decisione da tempo, in primis da quando sono diventato “improvvisamente” nonno dello splendido Leonardo - dice Motto - Pont, spiace dirlo, nonostante la sua storia centenaria, ha l’obbligo di uscire dall’appiglio della mentalità della “fabbrica salvavita”. Penso che non sia plausibile amministrare un paese sperando che giungano regolamente introiti da parte dello Stato e memmeno sperare di vincere spesso  alla roulette dei bandi pubblici. Questa speranza non è amministrare ma è sopravvivere». 
 
Sul clime pre-elettorale, Motto bacchetta chi, per cinque anni, non si è visto nè sentito. «Percepisco situazioni anomale, fantasiose ed inconsapevoli magari anche perorate dai soliti partiti politici che sanno farsi vivi solo in questi frangenti. Situazioni paragonabili a coloro che a parole acquisterebbero una casa con vista mare con soldi elemosinati senza prima sapere quanto vale realmente, quanto costerebbe mantenerla e se su di essa pendono eventualmente ipoteche. Ognuno di noi dovrebbe uscire dal guscio del proprio zerbino di casa: provare almeno ad alzare l’orizzonte dei propri interessi. Non è concepibile preoccuparsi solo di Pont durante la fase delle elezioni amministrative e poi non sapere cosa accade al Rio Ladret di  Doblazio se abiti ai Boetti o fregartene di Faiallo se abiti ai prati della Fiera». 
 
«Amministrare un paese non è la stessa cosa d’essere seduti fra il pubblico di uno show di Maria De Filippi dove l’inquadratura cade su chi ha la voce piu’ alta o su chi dice la cazzata piu’ grande. Questo l’ho capito nel tempo e così è stata la mia condotta nei banchi della minoranza. Ho fatto ciò che ho creduto fosse la cosa migliore per Pont. Un esempio su tutti riuscire a costruire e votare un bilancio congiuntamente». Motto conclude ringraziando i colleghi della minoranza Piero Panier e Alberto Quendo: «Solo una loro eventuale canditura a primo cittadino avrebbe potuto cambiare l'ordine delle mie priorità e solo per una questione di amicizia con la A maiuscola nei loro confronti».