
Dopo mesi di discussioni e polemiche i lavori per la nuova scuola di Pont Canavese sono regolarmente iniziati. I contrari all'opera, però, che in questi mesi non hanno mancato di far sentire la loro voce, hanno riassunto le ragioni del dissenso nel comunicato che segue. L'amministrazione comunale ha deciso di proseguire comunque nel progetto, forte del mandato elettorale ottenuto alle ultime elezioni, all'interno del quale c'era proprio la realizzazione della nuova scuola primaria. Le perplessità di molti pontesi, però, non mancano (foto lavori tratta da Insieme per Pont).
«Purtroppo i nostri bambini sono sempre meno ed il trend demografico è in picchiata. Compresi i piccoli paesi vicini qualora si volesse ipotizzare un futuro accentramento. Primo enorme motivo per sostenere che la nuova scuola era l’ultima delle nostre necessità. Decentrando tutta la fase di crescita culturale dei nostri bambini e ragazzi nella zona del ponte della Feitaria, verrà definitivamente ucciso il commercio degli esercizi del centro paese che sopravvivono anche e soprattutto grazie al movimento creato dal passaggio dei genitori e dei bambini nell’attuale strategica, posizione: verrà dato il “colpo di grazia” a Pont.
Verrà messa a repentaglio la sicurezza dei bambini: transitare in Via Roma non sarà uguale a correr liberi nel prato che fu di “Madama Eva” e non ci sarà nemmeno più un prato per loro. Avete perorato la causa della nuova scuola insistendo giustamente sulla bruttura estetica e scarsa funzionalità non consona al nostro territorio, dell’attuale scuola. Benissimo: ne state costruendo un'altra ancora più brutta ma non più in mattoni e cemento bensì un “prefabbricato Nzeb”: ai bambini non resterà che sperare che questa nuova ed obbligatoria procedura di costruzione prevista dal 2019 per tutti i nuovi edifici pubblici, con consumo energetico pari quasi a zero, funzioni anche in pratica e non solo in teoria.
Avete cancellato l’ultima area verde del paese ed uno splendido, alberato, parco giochi. Avevate in cassa, a bilancio, i nostri soldi del tutto adeguati per sistemare al meglio l’attuale complesso scolastico per almeno i prossimi vent’anni ma il vostro ego ha superato ogni buon senso. Avete messo in piedi un ipotetico piano di rientro finanziario, oltre ai contributi (soldi pubblici eh.. ), ricevuti per la tipologia della nuova “struttura Nzeb”, che forse si chiuderà non prima di tre-quattro anni, la quale prevede inoltre la vendita di parte dell’attuale scuola elementare. Il Comune conserverà comunque una porzione di proprietà e per forza ci sarà sempre un costo di gestione e manutenzione. Un mercimonio teorico costruito sulle nostre cose usando i soldi di tutti.
Tutto quanto espresso, è scritto con l'intento della più assoluta educazione, nel pieno rispetto delle opinioni di tutti e con la speranza di essere giudicati, un giorno, degli stupidi; che siate capaci di smentirci al fine che dimostriate che la rinascita di un paese in ginocchio passi attraverso la costruzione di una nuova scuola “Nzeb”. Per ora viviamo e vediamo solo quanto sta realmente, purtroppo, accadendo».








