Sono tredici le nuove Unioni montane di Comuni riconosciute dalla Regione Piemonte. Si uniscono alle prime 28, inserite nella “Carta regionale delle forme associative” a dicembre 2014. Tra queste 13 ci sono anche due unioni "made in Canavese". L'unione montana Valli Orco e Soana che comprende i Comuni di Pont Canavese, Ceresole Reale, Frassinetto, Ingria, Noasca, Ronco Canavese e Valprato Soana. L'unione montana del Mombarone che comprende i Comuni di Andrate, Carema, Nomaglio e Settimo Vittone.
Secondo quanto previsto dalle leggi regionali, le Unioni montane di Comuni devono organizzare per i Comuni che le compongono le funzioni fondamentali (dalla polizia municipale all’urbanistica, dai trasporti alla scuola) nonché le funzioni specifiche per lo sviluppo socio-economico della montagna, dalla gestione del patrimonio forestale ai progetti sulle energie rinnovabili, passando per l’armonizzazione dei gestionali informatici e l’uso dei fondi europei, attirando investimenti e coordinando macro progetti. Nessun componente degli organi istituzionali riceverà indennità e compenso.
Due le necessità e le sfide da risolvere nelle prossime settimane, secondo Uncem Piemonte: la prima è relativa alle risorse nel bilancio regionale che verranno ripartite sulle Unioni. «È evidente che serve una cifra per lo start up – afferma Lido Riba, presidente Uncem Piemonte – sul bilancio sarà importante avere 12 milioni di euro che assicurino il pagamento del personale che verrà preso dalle Comunità montane, le spese di funzionamento, i primi investimenti e il cofinanziamento sui progetti che l’Unione farà».
Altro nodo da sciogliere, quello del passaggio del personale da Comunità a Unioni, oltre alla costruzione di una buona pianta organica che garantisca la massima e immediata operatività dell’ente, secondo le funzioni per la montagna che verranno assegnate dalla Regione alle Unioni. L'Uncem punta molto sulla necessaria formazione del personale politico e tecnico delle nascenti Unioni montane di Comuni. «Senza corsi di aggiornamento – sottolinea il presidente Riba – previsti anche dalle vigenti leggi, non andremo lontano. Oggi la competitività è Europea. Si vince la sfida dello sviluppo accaparrandosi progetti e risorse che se non vanno a Unioni montane torinesi, alessandrine, biellesi o ossolane, vanno in Baviera o nel Vorarlberg. È uno scenario nuovo che vogliamo affrontare con la massima determinazione».








