
Care famiglie, come ogni anno, ritorno a chiedervi di aprire la porta della vostra casa e del vostro cuore alla mia venuta per farvi gli auguri per il prossimo Santo Natale del Signore. Quest’anno ho pensato di rivolgermi a coloro che sono i “custodi” della storia e dei valori di ogni famiglia, che hanno trasmesso con impegno educativo e generosità ai loro figli e, oggi, continuano spesso a trasmettere ai loro nipoti: i nonni e gli anziani (...).
Natale è la festa che vede riunita tutta la famiglia per vivere un’esperienza fraterna, un pasto insieme; è occasione per rivolgerci auguri sinceri e affettuosi, per scambiarci regali e condividere così la gioia del dono offerto e ricevuto. Sappiamo però che il dono più grande è Gesù, il divin Bambino che il Padre dei cieli ha mandato tra noi, per aiutarci a camminare sulla via del bene, della pace e dell’amore. A Natale nessuno deve sentirsi solo e abbandonato o scartato, ma per tutti c’è un motivo di festa e di serenità. Questo sarà possibile anche per ogni anziano, se parenti e amici, volontari della comunità e persino vicini di casa, sapranno offrire loro il dono della prossimità, di un saluto, di una telefonata o di un messaggio di augurio, di una preghiera.
Chiedo soprattutto a voi, bambini, ragazzi e giovani, di saper spendere un po’ del vostro tempo di vacanza da scuola per stare a casa, insieme ai vostri cari, genitori e nonni, e per offrire loro l’allegria e l’attiva partecipazione a questo momento importante della vostra famiglia. A chi ha la famiglia lontana, il Natale porti la speranza che si possa un giorno riunire insieme, per vivere nella propria casa la gioia della festa. A chi ha perso qualche congiunto da poco tempo, il Natale sia memoria viva del proprio caro e delle feste passate insieme, ma rinnovi anche la certezza che il Signore è venuto per salvarci dalla morte e assicurarci una vita per sempre.
A chi è malato e sofferente, a casa o negli ospedali o residenze di accoglienza, il Natale porti la serenità nel cuore, perché il Signore ci assicura: «Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20). A tutti rivolgo il mio augurio con le parole degli angeli ai pastori: «Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore» (Lc 2,10-11). Buon Natale!
Cesare Nosiglia Arcivescovo di Torino, padre e amico








