
Albino Bellino, storico politico e imprenditore del Canavese (in particolare della valle Orco), si è spento la scorsa notte all’ospedale di Cuorgnè, dove era ricoverato da alcuni giorni. Combattente della quarta divisione Garibaldi, aveva contribuito a liberare la valle Orco dall’occupazione nazista. Poi si era trasferito a Torino, dove aveva avviato una piccola azienda che si occupava di saldatura. Tornò in Canavese negli anni sessanta.
Originario di Locana, classe 1925, Bellino entrò nel consiglio comunale del suo paese nel 1964. Ne uscì solo trent’anni dopo. Alle spalle venticinque anni passati con la fascia tricolore addosso. Un sindaco con la esse maiuscola. Presidente del comitato di gestione dell'Usl 38 dall'85 al ‘93, dal 1975 al 1995 fu ai vertici della Comunità Montana valli Orco e Soana. Negli stessi anni fu candidato anche al Senato, dove venne sconfitto per pochi voti da Eugenio Bozzello, altro volto storico della politica canavesana. “Per noi rimane un esempio di dedizione alla vita pubblica ed alla sua città”, lo ricorda il sindaco di Locana, Giovanni Bruno Mattiet.
Ultimamente, il nome di Albino Bellino imprenditore era stato associato anche all’operazione Minotauro. Il socio in affari, infatti, era stato arrestato dai carabinieri. Circostanza che aveva portato l’azienda a gravi problemi economici. Un’azienda edile legata anche al mancato acquisto della palestra di piazza Repubblica a Castellamonte, che, sarebbe dovuta diventare una moderna palazzina con alloggi e uffici.
Giovedì dalle 17, nella sala consigliare del municipio di Locana, verrà allestita la camera ardente. I funerali il primo maggio, alle 15, nella chiesa parrocchiale. Bellino lascia la moglie Tiziana e tre figli.








