IVREA-PAVONE - Ricorsi al Tar: Legambiente contro Ativa
Le associazioni ambientaliste auspicano che il Tar o al quale l'Ativa si è rivolta per ottenere la proroga della concessione autostradale, prenda in considerazione quanto richiesto dall’Unione Europea affinché le concessioni  alle società autostradali, così come accade in tutto il resto dell'Europa, siano messe a gara per la scelta del gestore.
 
«Innanzitutto vogliamo evidenziare quanto l'assurgere del viadotto Marchetti, a simbolo del Canavese, così com'è accaduto nella sua recente pomposa inaugurazione, non solo sia del tutto opinabile, ma piuttosto rappresenti per moltissimi eporediesi una mistificazione di un vero e proprio sfregio al paesaggio - dicono da Legambiente - il territorio non è uno spazio indifferenziato dove coloro che detengono il potere economico e politico possono collocare a piacimento grandi opere in base a criteri estetici discutibili. Qui non si nega l'indubbio valore tecnologico dell'opera in quanto tale, ma separare il giudizio sull'opera dal contesto territoriale è pura follia. Peggio ancora è l'attribuire alla complessità delle opere costruite con valanghe di calcestruzzo la  bellezza della fruizione turistico-paesaggistica».
 
Legambiente ribadisce che territorio e paesaggio, «siano innanzi tutto beni comuni, componenti essenziali del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale e fondamento della loro identità. In democrazia ogni trasformazione di rilevante impatto che incida sul benessere individuale e sociale richiede percorsi decisionali ampiamente condivisi che intercettino le espressioni di interesse di chi vive ed opera sul territorio. Nulla di tutto ciò è avvenuto nella progettazione del viadotto Marchetti».
 
Gli ambientalisti confermano la loro massima attenzione sui lavori del nodo idraulico. «Il progetto di Ativa anche alla luce della grandiosità dell’intervento e dei costi, dovrebbe essere ripensato. Sorprende poi questo ruolo del tutto inusuale della società Ativa che si erge a difesa del territorio eporediese facendosi scudo di interpretazioni più realistiche del dovuto per quel che concerne le prescrizioni dell'Autorità di Bacino del Po. Il recente ricorso della società verso il ministero delle Infrastrutture e trasporti (Mit) e quello dell’Economia e delle finanze, Mef) rende di tutta evidenza la stretta connessione tra il progetto di sopraelevazione  e il rinnovo della concessione autostradale per Ativa. Concessione che, al  pari delle altre, l’Unione Europea chiede espressamente venga messa a gara e che trova l’ostacolo della potente lobby dei concessionari italiani».