IVREA - Licenziati dopo dieci anni dalla biblioteca civica scrivono una lettera al sindaco Della Pepa
Riceviamo e pubblichiamo la lettera spedita al sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa, in merito alla situazione di due persone che, dopo aver lavorato circa dieci anni nella Biblioteca Civica eporediese, sono rimaste senza lavoro. Il bando per il servizio è cambiato e loro sono rimasti senza lavoro.
 
«Egregio Signor Sindaco,
siamo due giovani oggi disoccupati, dopo avere lavorato circa una decina d’anni presso la Biblioteca Civica di Ivrea per il servizio di catalogazione bibliografica, appaltato dal comune eporediese alla Società Cooperative Culture, da cui i sottoscritti erano stati assunti a tempo indeterminato. Tale servizio sottostava alla Convenzione tra Regione Piemonte e Sistema Bibliotecario di Ivrea e Canavese, attualmente scaduta.
 
Rilevata la necessità di ripristinare urgentemente le attività legate alla gestione dei servizi di catalogazione, interrotte a gennaio 2017, il Dirigente dell’area di Sviluppo Culturale Educativo e Politiche Sociali della Città di Ivrea, dopo avere richiesto ad alcune ditte i preventivi sul costo orario del servizio, attraverso una determina ha provveduto all'affidamento diretto alla cooperativa ritenuta la migliore offerta pervenuta.
 
E’ prevalsa la logica economica.  Noi abbiamo perso il nostro posto di lavoro, perché la ditta vincitrice non ci ha assorbito: il Comune di Ivrea infatti non si è preoccupato nella richiesta di preventivo di fare cenno alla clausola sociale al fine di assicurare la continuità del servizio e dell’occupazione di chi già da anni lavorava, ormai con consolidata esperienza, in biblioteca.
 
A livello legale non dubitiamo della corretta procedura, ma ci chiediamo se eticamente è corretto procedere da parte dell’ente pubblico senza tenere conto della dignità del lavoro e dei lavoratori, non promuovendo l’impiego della clausola di salvaguardia del personale. Siamo giovani, molto delusi, con poche speranze nel futuro: è difficile credere nelle istituzioni quando a parole si esaltano i valori della giustizia, dell’equità ma nei fatti ci si comporta al contrario.
 
Speriamo che questa denuncia faccia riflettere e possa aprire un confronto pubblico. Aspettando a breve una risposta istituzionale, porgiamo distinti saluti». Giuseppe Rinaldi e Luca Seren Rosso.
 
Risposta che pubblicheremo volentieri anche su QC.