
La Fiom-Cgil rende noto che mercoledì 16 dicembre, nella sede di Confindustria Canavese, si è concluso con l'incontro tra Olivetti-Telecom e le organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uilm il percorso di fusione di Olivetti con Tids, senza la condivisione della Fiom-Cgil, che non ha firmato l'accordo. La Fiom-Cgil infatti ha ritenuto le condizioni proposte non accettabili.
«Totale mancanza di un piano industriale, che verrà presentato forse nel prossimo anno, uscita di 300 dipendenti dichiarati in esubero in modo unilaterale - dicono dalla Fiom-Cgil - disdetta di tutti gli accordi sindacali Olivetti, svendita degli istituti contrattuali come le ferie, messa in discussione dei Par (permessi individuali), non certa garanzia per il futuro. Sono alcune delle motivazioni che hanno portato il sindacato a non firmare».
«Si tratta di una decisione presa sulla testa dei lavoratori da sindacati minoritari ed Rsu elette con pochissime preferenze - dicono dalla Fiom Canavese - senza un ulteriore passaggio in assemblea per decidere sull’intesa. C'è la firma dell’accordo da parte di un sindacato fantasma in Olivetti (Ugl) che non ha iscritti nè Rsu. E c'è la responsabilità grave di Fim e Uilm che, senza colpo ferire, hanno svenduto i diritti dei lavoratori».
Fabrizio Bellino, responsabile Olivetti per la Fiom-Cgil, dichiara: «Come Fiom-Cgil, avendo ottenuto alle ultime elezioni delle Rsu più del 70% di voti, abbiamo il diritto e il dovere di tutelare i lavoratori e i loro diritti: per questo abbiamo deciso di non condividere la svendita di un patrimonio sindacale di storia, concretezza e di valore morale che oggi, purtroppo, non c’è più. Per tutti questi motivi decideremo in assemblea con le lavoratrici e i lavoratori le iniziative da intraprendere per contrastare queste decisioni, in modo da tutelare in tutti i modi le condizioni e il lavoro contro le scelte di Telecom che, da quando è subentrato in Olivetti, ha spogliato il territorio dalla Olivetti e dalla sua storia, promuovendo però tutti i dirigenti che hanno contribuito a questo disastro».
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