
Viviamo Ivrea all'attacco sulla biblioteca civica: «C’è voluto un mese giusto, dal 13 giugno al 13 luglio, per ottenere la risposta ad una domanda semplice semplice: “Esiste il Certificato di Prevenzione Incendi della Biblioteca civica?”. Se poi si considera il tenore della risposta: “In riscontro alla richiesta le comunico che il certificato prevenzione incendi della Biblioteca comunale non risulta essere definito” viene da chiedersi a cosa sia servito far trascorrere tutto quel tempo quando già il giorno dopo la richiesta, gli uffici avrebbero potuto tranquillamente evidenziare l’ennesima mancanza di documentazione obbligatoria».
Una carenza gravissima che è oggetto della mozione urgente presentata dai consiglieri Comunali Francesco Comotto (ViviamoIvrea) e Alberto Tognoli (Lista dei Cittadini). Come si legge nel testo del documento, la risposta degli uffici sembra una beffa, in quanto «Nei Consigli Comunali del 1 giugno 2016 e 31 marzo 2017, in sede di approvazione del Bilancio preventivo, sono stati approvati appositi emendamenti al DUP inserendo nella sezione operativa il seguente paragrafo: “La Missione ha altresì per oggetto il completamento, l’aggiornamento e la verifica della conformità complessiva degli edifici pubblici e la formazione di un archivio dei medesimi che possa essere utilizzato anche al fine del contenimento dei costi manutentivi”». E, come se tutto questo non bastasse, nel Consiglio Comunale del 15 maggio scorso è stata approvata all’unanimità una mozione dal titolo “Sicurezza negli edifici pubblici”.
«Questo tema – aggiunge Comotto - l’abbiamo affrontato più volte come nel giugno del 2015, quando in una Commissione Assetto del Territorio, da noi esplicitamente richiesta per avere un quadro complessivo sul tema, ci sono state consegnate delle tabelle, per le sole scuole pubbliche, che già evidenziavano l’assenza o la carenza di documentazione riguardo svariate casistiche: dalla mancanza del certificato di agibilità di alcuni edifici a quella dei certificati di collaudo statico; dalla mancanza delle certificazioni degli impianti elettrico, idrico-sanitario, antincendio a quella della denuncia di messa a terra dell’impianto elettrico».
L’esito di quell’incontro fu assolutamente insoddisfacente e, di conseguenza, tre consiglieri comunali (tra i quali Comotto) sottoscrissero una lettera con la quale esprimevano già allora: «La profonda preoccupazione per una situazione che non può venire sottovalutata o sottaciuta, ma affrontata senza indugio … assumendo immediatamente le iniziative necessarie a dare risposte certe ai cittadini … e dando vita a un piano pluriennale di interventi manutentivi finalizzato prioritariamente alle messa in sicurezza degli edifici comunali».








