
Diciamolo subito: ai felettesi la decisione di Gtt di sopprimere la fermata della Canavesana dal prossimo 27 agosto, annunciata a sorpresa la scorsa settimana in Regione, proprio non è andata giù. E come dargli torto... Così nel giro di qualche ora dalla "soluzione" paventata da Gtt per ovviare alle proprie mancanze in termini di sicurezza ferroviaria, il paese ha risposto con fermezza. «No alla chiusura della stazione». Senza se e senza ma. In poche ore è partita una raccolta firme da inviare a Gtt e Regione ed è nato il comitato «NO alla chiusura della stazione ferroviaria di Feletto Canavese», già presente con una propria pagina anche sui social. L'obiettivo è convincere l'azienda dei trasporti a tornare sui propri passi. Trovare un'altra soluzione, insomma, che non preveda la soppressione della fermata.
Soppressione che, in teoria, dovrebbe essere temporanea, tra settembre e dicembre. Ma, si sa, in Canavese non ci sono mai certezze. Così i felettesi hanno messo le mani avanti, forti del supporto non solo del Comune di Feletto ma anche degli altri sindaci della zona, amareggiati e piuttosto "incazzati" per la decisione che Gtt ha assunto senza avvertire nessuno. Un colpo basso. Favorito, purtroppo, dalla nomina dei nuovi vertici dell'azienda e dal silenzio della politica torinese.
«Caro (per modo di dire) Presidente Chiamparino, caro (si fa sempre per dire) Assessore ai trasporti Balocco, ho come l'impressione che ci conosceremo presto di persona - scrive sul web l'ex assessore di Feletto, Graziano Colacicco, fondatore del comitato - intanto vi anticipo che a Feletto non farete chiudere nessuna stazione ferroviaria e che il comitato, del quale sono promotore, non starà di certo a guardare. Vinceremo anche questa battaglia».















