
Manifestazione di protesta, ieri pomeriggio, davanti alle scuole di Favria, dopo il sequestro del forno delle pizze parcheggiato dall'associazione «Favria Giovane» nel cortile del municipio. Francesco Manfredi, presidente dell'associazione, ex vicesindaco e oggi consigliere comunale di minoranza, ha preso il megafono e ha raccontato pubblicamente la sua versione dei fatti. «Quello che è accaduto nei confronti di Favria Giovane ci lascia senza parole. Il sindaco, con la sua giunta, è riuscito a far portare via il forno a legna solo perchè era posizionato su un rimorchio senza targa. Abbiamo commesso un errore? Vero. Però chiediamo a tutti di non stare in silenzio. Dateci una mano per fare in modo che Favria Giovane non chiuda».
«Ho sacrificato undici anni della mia vita, come tutti i volontari, perchè credevamo nella nostra associazione - ha spiegato Manfredi - se qualcuno sa o sospetta che io abbia intascato dei soldi tramite Favria Giovane vada a denunciarmi. Altrimenti deve stare in silenzio: che sia sindaco, assessore o consigliere». Lo scontro politico è ormai in atto da mesi, almeno da quando Vittorio Bellone ha vinto le elezioni amministrative proprio contro Manfredi. Per questo l'associazione punta il dito contro l'amministrazione.
«Questo clima non ci piace. Ho chiesto al sindaco e all'amminstrazione, in questi mesi, di collaborare. Non mi hanno mai risposto e stanno facendo di tutto per toglierci le attività dell'associazione. In campagna elettorale avevano detto che sarebbero stati amministratori di tutti. Ora per farmi stare zitto come capogruppo di minoranza cercano di colpire l'associazione. Io però sono un uomo libero e continuerò a fare opposizione. Se pensano di farmi paura così si sbagliano di grosso. E l'associazione andrà avanti lo stesso, con o senza salone polivalente. Se pensano che io sia un mafioso vadano a denunciarmi».








