EX ASA - La Cgil impugna i 7 licenziamenti della Teknoservice
Contro gli annunciati sette esuberi in Teknoservice prende posizione la Cgil che impugna i licenziamenti. A perdere il posto di lavoro, del resto, sono solo operai con delle problematiche fisiche che, in teoria, dovrebbero anche essere maggiormente tutelati in quanto fasce deboli. Il fatto che l'azienda affermi che quelle mansioni verranno "soppresse" significa che nessun altro sarà riassunto?
 
«Siamo all'assurdo - afferma Maurizio Scazzi della Cgil - dopo estenuanti incontri per impostare corrette graduatorie per individuare i lavoratori che avrebbero dovuto essere assunti dalla Teknoservice, dopo aver più volte evidenziato che alcuni servizi complementari era logico che venissero svolti dal personale già addetto e non dal personale addetto al servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, lunedì scorso, sette lavoratori hanno ricevuto comunicazione di licenziamento per inidoneità parziali o totali alla mansione, nonostante i lavoratori sia precedentemente in ASA che nella nuova azienda abbiano sempre continuato a svolgere la loro mansione». 
 
A nulla è valso il tentativo di conciliazione alla Direzione Territoriale del Lavoro lo scorso 3 febbraio. «La Teknoservice ha nei fatti affermato che i servizi ove attualmente risultano impiegati i sette lavoratori non verranno più gestiti dalla stessa - aggiungono dalla Cgil - quindi Teknoservice ha assunto e sottoposto a visita medica i lavoratori e dopo più di tre mesi, nei quali i lavoratori sono stati adibiti alle loro abituali mansioni, ha provveduto al loro licenziamento per inidoneità, salvo poi affermare che comunque le mansioni svolte a breve sarebbero state soppresse» 
 
La Cgil pertanto provvederà a tutelare nelle sedi opportune i diritti dei propri iscritti ritenendo tali licenziamenti «illegittimi e discriminatori».  Inoltre in questi giorni il sindacato incontrerà tutti gli iscritti ex Asa per tentare di fare chiarezza in merito ai crediti ancora vantati verso la procedura e per valutare collegialmente la possibilità di redigere un accordo quadro che regolamenti tempi e metodi di soddisfazione di tali crediti alla luce dell'incontro del 17 febbraio con il commissario Ambrosini.
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