
CUORGNE’ - Il Gruppo Consigliare «Cuorgnè C’è» ha comunicato di aver provveduto ad inviare alle amministrazioni comunali del territorio canavesano una raccolta firme per chiedere l’immediata apertura, h24, del Pronto soccorso cuorgnatese. La petizione, ha fatto sapere il consigliere comunale Davide Pieruccini, verrà inviata anche al presidente della Regione Piemonte ed al consiglio regionale. L’importante riapertura del presidio è in cima all’agenda anche dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Giovanna Cresto.
Qual è la situazione? «Li abbiamo anticipati. Già in data 17 maggio, la presente Amministrazione ha inviato richiesta formale scritta di chiarimenti al Presidente Cirio, all’Assessore Icardi e alla Direzione Generale ASL TO4, in merito a “la situazione di notevole ritardo nella riapertura del P.S. e i numerosi disagi causati al territorio, anche i previsione dei mesi estivi che vedranno un afflusso maggiore di persone nelle nostre valli” (si cita testualmente la nostra lettera) – spiega Elisa Troglia, assessore alla sanità del Comune di Cuorgnè - La nostra comunicazione è avvenuta a fronte anche dell’interrogazione a risposta immediata n.1088, presentata in aula dal Consigliere Regionale Marco Grimaldi, che sottolineava la situazione critica della sanità pubblica a livello regionale e nazionale, includendo la chiusura del nostro P.S. Infatti, il nostro lavoro di monitoraggio sull’operato di chi ha la responsabilità dell’apertura del P.S. avviene nelle sedi istituzionali ed è costante. Di tale impegno, il gruppo consiliare “Cuorgnè c’è” è stato messo al corrente proprio da parte dell’Amministrazione, così come riportato nei Consigli comunali. Inoltre, abbiamo sempre aggiornato un loro candidato. Notiamo che questa parte non è menzionata nella dichiarazione del Consigliere Pieruccini».
Quali sono le carenze e criticità che non garantiscono lo svolgimento dell’attività del Pronto? «La risposta ricevuta dalla Direzione Generale evidenzia “una carenza di ortopedici tale da non garantire l’attività della sala gessi, requisito necessario in un PS (DM 70) – aggiunge Elisa Troglia - Per fronteggiare la carenza è in essere un concorso per assumere medici ortopedici e, a ulteriore tutela, è in fase di pubblicazione un bando di gara per acquisire il necessario servizio di sala gessi.” Inoltre il direttore MECAU ha sottolineato, all’interno di una riunione organizzata ad aprile che ha coinvolto il territorio, la necessità di riattivare si il PS ma solo in condizioni di sicurezza che devono essere garantite nel tempo».
Qual è la vostra posizione in merito e quali iniziative e azioni mettere in atto a stretto giro? «Abbiamo fissato una riunione con la Direzione Generale proprio la prossima settimana. L’ultima di tante, vista la perseveranza con la quale continuiamo a sostenere la riapertura e soprattutto il rilancio dell’intero Presidio ospedaliero. Abbiamo incontrato moltissime persone, provenienti dal mondo sanitario, dirigenziale e politico: tutti ci hanno chiesto di portare avanti una riapertura in condizioni di sicurezza. Quali azioni portiamo avanti? Il problema della carenza di personale è noto, non è nato ieri e non si risolverà a breve. Abbiamo quindi messo in piedi un prezioso lavoro di rete e di sensibilizzazione per trovare strumenti concreti di azione e studio condivisi che possano essere utili, anche per un potenziamento dei servizi e delle infrastrutture sociali di comunità, nonché dei servizi sanitari di prossimità. Il nostro impegno è rivolto anche agli investimenti: a tal proposito, abbiamo richiesto quali finanziamenti ed investimenti sono stati effettuati negli ultimi 10 anni sul Presidio di Cuorgnè, vista la situazione di decrescita che ci siamo ritrovati ad ottobre».
Firmerete la petizione di «Cuorgnè c’è»? «Le petizioni sono uno strumento di espressione democratica che rispettiamo. L’immutata volontà dei cittadini di riapertura del P.S. è un dato ben noto alla Regione perché portato avanti dalla nostra amministrazione nelle apposite sedi, spesso anche adottando posizioni critiche e difficili – conclude l’assessore Elisa Troglia - Abbiamo più volte messo di fronte le responsabilità della riapertura a chi compete, tanto che l’Assessore Icardi, alcuni Consiglieri Regionali e, per ultimo, il Dottor Vignale solo due settimane fa, si sono già esposti a supporto della messa in atto delle procedure necessarie per la riapertura in sicurezza del P.S. Scontato? Per nulla. Il “pressing” politico e comunicativo svolto non è passato inosservato: in questi otto mesi si è lavorato per riportare il focus sull’Ospedale e sul Canavese tanto da ribadire la determinazione di chi lavora per il territorio. In questo momento siamo ben oltre alla raccolta firme, l’attenzione sul tema si è spostata politicamente ad un livello più alto di quello comunale. La petizione arriva non dopo un giorno dalla chiusura, ma dopo quasi due anni, in cui il tempo è trascorso: da amministratori ci rendiamo conto che la sanità sia un tema complesso e scomodo che richiede però un certo tempismo. In pratica, si “chiede la riapertura del P.S., quando è già stata svolta una gara in merito e siamo allo step successivo di ricerca degli ortopedici”: appoggiamo in pieno la riapertura anche perché noi per primi abbiamo spinto perché tale gara venisse indetta e continuiamo a preoccuparci di cercare soluzioni per il reperimento del personale che permane il vero problema. Tra l’altro, scenario già preventivato una decina di anni fa e sottovalutato dai piani alti: ora bisognerà trovare soluzioni differenti ed innovative».











