CUORGNE' - Pronto soccorso chiuso: Cgil, Cisl e Uil chiedono un incontro all'Asl To4. «Si stanno intasando i Dea di Ciriè e Ivrea»

CUORGNE' - CGIL-CISL-UIL fanno rilevare i disagi della popolazione per la mancata apertura del pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgnè, dovuta alla carenza di personale medico urgentista, e chiedono pubblicamente alla direzione dell’Asl To4 un incontro urgente per l’attivazione di un percorso di confronto per progettare, insieme ai sindaci del distretto di Cuorgnè, il futuro funzionamento della sanità ospedaliera e territoriale del nostro territorio.

«Riteniamo, infatti, che i bisogni non soddisfatti della popolazione di quest’area canavesana siano molteplici e non solo dovuti alla chiusura del pronto soccorso - spiegano Angelica Liotine e Alfredo Ghella per la Cgil, Stanislao Patalani e Giancarlo Tarella per la Cisl, Luca Cortese e Serse Negro per la Uil - quindi è tempo che si decida una strategia condivisa per migliorare il servizio sanitario nella sua totalità. Il primo, ma non l'unico, esempio che vogliamo segnalare è che la chiusura del suddetto Pronto Soccorso, obbliga la popolazione afferente, a convogliarsi verso i 2 DEA di Ciriè e, sopratuto, quello, già sofferente, di Ivrea, dove i pazienti stazionano anche per giorni e giorni a seguito del taglio dei posti letto di area medica e conseguente congestone dei DEA. C’è bisogno di costruire snodi importanti di sanità territoriale, come le Case di Comunità, che potrebbero dare risposta alle esigenze di cura della popolazione in maniera anche più idonea del pronto soccorso che, spesso, di fronte ai casi clinici più gravi, per garantire le opportune cure, a causa della carenza di specialisti o macchinari diagnostci in loco, è poi costreto a dirottare i pazienti in altre strutture sanitarie».

«Sarebbe inoltre importante, per rendere più tempestvo l’intervento di personale medico in località montane come quelle delle Valli Sacra, Orco e Soana, interrogarsi sulla necessità di istituire, in aggiunta alla base di ambulanza di soccorso avanzato (118), già operatva presso la sede della Croce Rossa di Castellamonte, un servizio di guardia medica (eventualmente con automedica) per fornire un primo fltro, in analogia alle sale codice bianco dei DEA, coinvolgendo anche i Medici di Medicina Generale. Riteniamo utile che detto confronto veda coinvolte tute le anime di questo territorio (forze politche, rappresentanze della popolazione e dei lavoratori della sanità e, soprattutto, la Direzione strategica dell'ASL e delle sue artcolazioni) per avere quella visione complessiva su tutte le problematche sanitarie e sociosanitarie che l'emergenza Covid non ha fatto che far emergere in maniera palese».