CUORGNE' - Pronto soccorso chiuso, Appino: «Disagi continui per gli abitanti delle Valli»

CANAVESE - Continua ad essere delicata la situazione sanità in Canavese. Sono tanti i nodi ancora da sciogliere: dal pronto soccorso di Cuorgnè, che continua a rimanere chiuso nonostante la struttura non sia più dedicata da tempo ai pazienti covid, al nuovo ospedale del territorio. Basta promesse e parole, è l’ora dei fatti.

«Nonostante il clima positivo portato da un abbassamento dei contagi, dalla voglia di rincontrarsi in presenza e da una serie di eventi più che riusciti, come l’inizio del Torneo di Maggio alla corte di Re Arduino, Buongiorno Ceramica e la tappa Rivarolo-Cogne del Giro d'Italia, non possiamo non pensare alle persone che in questo momento sono in difficoltà – commenta Simona Appino, coordinatrice per l’alto Canavese del Partito Democratico – Purtroppo, a livello sanitario, in Canavese permangono ancora troppe situazioni critiche. Da tempo non ci sono novità sul fronte del Pronto soccorso dell’ospedale di Cuorgné. Sembra ieri che, in pieno periodo delle elezioni comunali, anche il presidente della Regione Piemonte Cirio preventivava una riapertura in tempi brevi. Eppure sono passati mesi e mesi e le persone, soprattutto quelle residenti nelle valli Orco e Soana, in caso di bisogno e urgenza continuano ad essere dirottate su Ivrea e Cirié. Con enormi disagi».

«Che dire poi della decisione che un po’ tutti stiamo aspettando sulla realizzazione del nuovo ospedale del Canavese? – conclude Simona Appino - Speriamo davvero che lo studio Ires voluto dall' assessore regionale alla sanità non vada ad aumentare la già capiente somma dei documenti realizzati negli ultimi vent'anni sulla questione del nuovo nosocomio. Le persone, le nostre persone, hanno tutto il diritto di poter accedere alle cure necessarie in un ospedale moderno, facilmente raggiungibile e all' avanguardia. Se proprio dovremo aspettare altri 10 anni per vedere la sua realizzazione, cominciamo almeno a dare il via al progetto! Non c’è più tempo da perdere».