CUORGNE' - Ospedali e case di riposo, il PD: «Il Canavese non è Torino, serve una sanità a misura di territorio»

CUORGNE' - Serve una nuova sanità a misura di territorio. È quanto emerso nella serata di martedì scorso, 30 novembre 2021, in un partecipato incontro organizzato dal circolo Pd alto Canavese alla storica Camera del Lavoro di Cuorgnè. All’appuntamento hanno partecipato i consiglieri regionali Alberto Avetta e Monica Canalis, oltre a rappresentanti dei circoli Dem limitrofi e sindaci e consiglieri dei Comuni canavesani.

«L'alto Canavese per conformazione non può essere equiparato al modello sanitario torinese, dal momento che gli ultra-sessantacinquenni, che in alcuni comuni delle valli costituiscono a volte circa il 50% dei residenti, hanno spesso difficoltà a beneficiare della necessaria assistenza rientrante nei Lea, pur essendo proprio loro che vanno maggiormente seguiti – spiega Simona Appino, segretario del Partito Democratico alto Canavese -  In quest'ottica le cure domiciliari svolgono un apporto fondamentale ma vanno considerate senza mai dimenticare le RSA che, se gestite in maniera ottimale, possono costituire un valido appoggio per tante famiglie, specialmente in un contesto di elevato frazionamento insediativo e di nuclei famigliari mono-componente come quello canavesano. Tutto questo senza dimenticare l'impatto positivo che le Case di riposo costituiscono, in molti piccoli Comuni, a livello occupazionale».

Molti interventi nella serata hanno sottolineato la necessità di una ulteriore profonda integrazione tra Sanità ed Assistenza come base dei progetti connessi al PNRR, evidenziando per altro il permanere di preoccupanti «scollamenti» tra i livelli di governo regionale ed amministrazioni locali, anche alla luce della prevista Assemblea dei Sindaci dell'ASL To4 del 9 Dicembre. «In quest’ultima verosimilmente si discuterà del documento regionale di programmazione relativo ad ospedali e case di comunità, che dovrà essere presentato entro il giorno successivo – sottolineano dal Pd locale - Il Pnrr destina ingenti risorse a ospedali di comunità e case di comunità (oltre che sul potenziamento dell’Assistenza Domiciliare Integrata - ADI), con l’obiettivo di integrare servizi sanitari e socio-sanitari e servizi territoriali e ospedalieri».

«Un investimento, quest’ultimo, sui presidi sanitari a degenza breve, che svolgono una funzione “intermedia” tra il domicilio e il ricovero ospedaliero al fine di sgravare l'ospedale da prestazioni di bassa complessità, che assume un valore particolare in Piemonte. Rischiamo di arrivare tardi e di accettare soluzioni calate dall’alto (storicamente mai favorevoli al territorio canavesano)». Per questo, secondo gli esponenti del centrosinistra canavesano, è necessario che anche le Amministrazioni Locali - questo è l’invito emerso da più parti - attuino il massimo sforzo ed impegno sinergico per riappropriarsi del ruolo istituzionale di gestori della sanità pubblica e dell’assistenza.

«E’ emerso il forte disagio di un territorio che, a pochi giorni dall’assemblea Asl To4, (prevista per il prossimo 9 dicembre) nulla sa circa le intenzioni della Regione Piemonte per le case e gli ospedali di comunità che saranno realizzati grazie a questa straordinaria iniezione di risorse - ha puntualizzato Alberto Avetta -  a luglio, visto i tempi molto ristretti del Pnrr, avevo chiesto all'assessore Icardi con quali tempi e modalità pensasse di coinvolgere i territori interessati a iniziare dai sindaci. Oggi, 1 dicembre, faccio una previsione: nei prossimi giorni qualcuno ci dirà che non c'è più tempo per discuterne. Nel frattempo, quel qualcuno avrà deciso, senza faticosi confronti, come spendere i nostri soldi».