
A Cuorgnè, lunedì 18 novembre, si è tenuto il secondo step del progetto «incontri», che unisce la Cgil di Torino e quella di Piana di Gioia Tauro. Si è trattato di un importante momento di condivisione e di un gemellaggio fra le due Associazioni. Alla presenza di Filippo Alossa, Rita Castelnuovo, Alfredo Ghella e Gigio Costanza, le due delegazioni, torinese e calabrese, guidate dalle rispettive segretarie, hanno visitato la villa di Bruno Iaria, confiscata alla 'ndrangheta dopo l'operazione Minotauro dei carabinieri, incontrando le realtà associative di volontariato che operano in alto Canavese nel campo dell'accoglienza.
«Siamo due territori lontani geograficamente ma con problemi comuni che riguardano la scarsa occupazione, il peggioramento delle condizioni di lavoro, dove l'accoglienza dei migranti è messa a dura prova - hanno sottolineato dalla delegazione calabrese - in un contesto in cui i reati estorsivi e le mafie stanno raggiungendo livelli insostenibili. La legalità è il presupposto per qualsiasi ipotesi di sviluppo vero»
Dello stesso avviso Alfredo Ghella dello Spi Cgil del Canavese: «Questa villa, confiscata e restituita alla collettività è un simbolo importante. Testimonia la grande capacità di questo territorio di resistere e reagire nel difendere la legalità come primo principio di democrazia». La missione del bene confiscato è stata illustrata da Gigio Costanza dell'associazione Mastropietro: la villa è oggi destinata ad un progetto di riutilizzo sociale, «Un tetto per tutti», iniziativa nata in collaborazione con il Ciss 38 per ospitare persone in emergenza abitativa.
Il gemellaggio con Cuorgnè si concluso con la consegna a Celeste Logiacco, segretario generale della Cgil di Piana di Gioia Tauro, di una caratteristica tofeja realizzata dall'artista Maria Teresa Rosa. (F.b.)








