CUORGNE' - Appalto sospetto: la minoranza contro Sergio Orso
Ecco l'appalto "sospetto" che chiama nuovamente in causa le parentele dell'assessore ai lavori pubblici del Comune di Cuorgnè, Sergio Orso. L'interpellanza presentata dai consiglieri Filippo Errante e Danilo Armanni di Cuorgnè 150, parla chiaro. I "dubbi" nascono dai lavori appena realizzati in piazza Bellandy (nella foto). Il 30 luglio dell'anno scorso, tra l'altro, gli stessi consiglieri avevano già chiesto al sindaco di valutare la compatibilità dell'assessore Orso in merito agli appalti per la scuola Peno e l'ex Manifattura.
 
L'assessore, infatti, è risultato socio in affari con Massimo Truffa, titolare dell'azienda che si è aggiudicata i lavori. «Il signor Truffa Massimo - scrivono i consiglieri nell'interpellanza - legale rappresentante pro tempore della ditta aggiudicataria era anche socio, con la propria moglie Savoia Carlevato Roberta, della S.r.l. Hiterm, con sede in Rivarolo Canavese, di cui il signor Orso Sergio era legale rappresentante pro tempore. Successivamente Truffa avrebbe acquistato la proprietà di un immobile sito in Cuorgné, via Gramsci, angolo piazza Bellandy in cui ha recentemente allestito un locale da destinarsi alla somministrazione di alimenti e bevande. Truffa incaricava per lo svolgimento dei lavori la ditta del suocero Savoia Asfalti di Preparetto (Castellamonte)».
 
Ed è qui che i consiglieri di minoranza chiederanno lumi al sindaco Beppe Pezzetto e all'assessore Orso in consiglio comunale. «Proprio in occasione dello svolgimento dei suddetti lavori, l’amministrazione comunale si rendeva conto del fatto che le aree pubbliche della piazza necessitavano di un “prioritario intervento di riqualificazione finalizzato al miglioramento della funzionalità e dell’ottimale fruibilità degli spazi pubblici adibiti al transito ed alla sosta veicolare. Approvato il progetto per 24500 euro, per una fortunata combinazione, visto che stava già lì e non ha nemmeno dovuto spostarsi, si aggiudicava la commessa proprio la ditta Savoia Asfalti di Savoia Carlevato Maurilio, rispettivamente suocero e padre dei due soci dell’assessore all’urbanistica, nonché proprietari del frontistante immobile».
 
Senza contare che, secondo i consiglieri, nell'area del cantiere è spuntata una scala in materiale lapideo apparentemente insistente sul suolo pubblico, che collega la piazza con la proprietà privata. Al di là dei dubbi sugli appalti, l'interpellanza si concentra proprio su quella scala, forse nemmeno prevista dal progetto originale.