CUORGNE' - Addio al punto nascite: da oggi reparto chiuso
Luci definitivamente spente al terzo piano dell'ospedale di Cuorgnè. Da ieri sera il reparto di ostetricia e ginecologia non esiste più. Addio anche al punto nascite: Adele, una bimba di tre chili e mezzo nata con parto naturale lunedì poco dopo mezzanotte, è l’ultima che, sulla carta d’identità, alla voce «luogo di nascita», troverà la scritta Cuorgnè. 
 
Cuorgnè ha chiuso il 2014 con 642 parti. Un record ma non sufficiente per raggiungere la soglia minima di nascite (almeno 1000 all’anno) imposta dalla Regione. Solo nell’ultimo weekend, quasi il destino avesse deciso di dire la sua in merito alla chiusura del reparto, sono nati sei bimbi. Massimo di Lombardore, Greta di Borgiallo, Adele e Riccardo di Rivarolo, Sergio di Cuorgnè e Alessandro di Bairo. Bimbi da tutto il territorio perchè il nosocomio di Cuorgnè ha sempre servito un'area vastissima. Quella stessa area che, da oggi, è completamente scoperta per uno dei reparti più importanti. Le alternative? Oltre a Ivrea naturalmente (dove sono stati trasferiti tutti i dipendenti), Ciriè e Chivasso. Oppure Torino.
 
Da due anni il destino dell’ostetricia era più o meno noto. La riforma regionale della sanità, varata dall’amministrazione Cota e confermata (almeno nei tagli dei piccoli ospedali) anche dalla giunta Chiamparino, aveva già stabilito che, in Canavese, ci sarà un solo nosocomio dotato del punto nascite. Ovvio che la scelta è caduta su Ivrea. In questi mesi si sono susseguite raccolte firme, incontri e manifestazioni a favore dell’ostetricia (un’altra è in programma sabato dalle 14.30 davanti all’ospedale). I sindaci hanno incontrato l’assessore regionale Saitta non più tardi di due settimane fa. Non è servito a nulla.