
IVREA - Le aziende sanitarie del Piemonte possono procedere alla sospensione o al trasferimento dei medici e infermieri che non vogliono vaccinarsi contro il covid. E' quanto emerge dal Tar del Piemonte. Non c'è una sentenza in merito ma i medici che hanno presentato ricorso al tribunale hanno rinunciato a chiedere che i giudici si esprimessero sulla sospensione della procedura. In questo modo il ricorso andrà discusso nel merito il prossimo 9 febbraio quando (si spera) l'emergenza sarà un ricordo.
Così facendo, senza sospendere la procedura, le Asl hanno carta bianca per procedere alla rimozione del personale non vaccinato, specie nei posti a contatto con l'utenza. Il Dirmei ha chiesto alle aziende di relazionare sullo stato di attuazione della procedura che, va detto, non è omogenea in tutte le Asl. Gli elenchi dei non vaccinati, infatti, sono stati trasmessi a spot. In ogni caso la Regione vuole velocizzare le procedure. A metà agosto saranno convocati i sanitari per la vaccinazione.
Chi si rifiuta sarà segnalato agli ordini professionali e ai datori di lavoro. Toccherè alle singole Asl decidere per il cambio di mansione o per la sospensione dal servizio. Un'indicazione precisa, questa, arrivata proprio dalla Regione: se esplode un focolaio in un ospedale per colpa di un medico o un infermiere non vaccinato ne risponderebbe proprio l'ente regionale.








