CORONAVIRUS - Le aziende chiedono di riaprire: 7757 i lavoratori in cassa integrazione in Canavese

IVREA - Sono 7757 i lavoratori in cassa integrazione in Canavese da quando è iniziata l'emergenza coronavirus. Il 50% delle attività associate a Confindustria Canavese ha chiesto il ricorso agli ammortizzatori sociali in forma straordinaria. Sono i dati salienti comunicati questa mattina a Ivrea dall'associazione degli industriali canavesani nel corso di una conferenza stampa in videoconferenza. «Auspichiamo una ripresa dal 4 maggio - spiega Patrizia Paglia, presidente di Confindustria Canavese - le fabbriche sono luoghi sicuri e ogni imprenditore si prende cura delle persone che vi lavorano. Bisogna avere fiducia nelle capacità delle aziende e dei lavoratori. Le persone, oggi, ci chiedono di poter lavorare e sono le stesse che un mese fa avevano giustamente paura, consci che adesso ci sono strumenti che aiutano a lavorare e a gestire l'emergenza».

Confindustria ha attivato numerose forme di aiuto e supporto alle attività del territorio per superare l'emergenza covid-19. «Stiamo già pensando alla fase tre - conferma la presidente - preparandoci a dare una mano a tutte quelle aziende che avranno delle grandi problematiche appena riprenderà la produzione». L'idea di Confindustria è di coinvolgere tutte le banche del territorio e le associazioni datoriali per dare riscontro a chi ha bisogno di accesso al credito. «Gli imprenditori oggi hanno il dovere di mantenere viva l'azienda, prendendo aiuti e dando garanzie a fornitori e dipendenti - spiega il presidente - il nostro è anche un appello al senso di dovere degli impenditori del territorio. E fin qui questo senso del dovere non è mai mancato. Molte aziende, dove hanno potuto, hanno anche riconvertito per senso di responsabilità, dando una mano a superare l'emergenza coronavirus. Non possiamo dire oggi come sarà la ripresa ma possiamo garantire il nostro aiuto a tutte le imprese».

Sulla cassa integrazione, inevitabile in questo periodo, la direttrice Cristina Ghiringhello ha precisato: «Abbiamo ricevuto 157 richieste di cassa nelle aziende associate a Confindustria Canavese, circa il 50% del totale. Molte attività hanno richiesto l'ammortizzatore sociale con la speranza di non utilizzarlo interamente. Ad oggi, nel nostro territorio, anche le attività aperte stanno lavorando al 20-30% della capacità normale. E, in ogni caso, non ci risultano attività inadempienti a quelle che sono le norme emanate per il coronavirus: non ci risultano verbali negativi da parte della guardia di finanza relativi ai controlli effettuati sulle autorizzazioni delle prefetture».