CHIVASSO - Manifesti contro l'aborto: «Il Comune li rimuova»
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Sono stati affissi a Chivasso alcuni manifesti che associano l’interruzione volontaria di gravidanza alla soppressione di bambini. La Cgil di Torino condanna fermamente la campagna contro le donne e contro una legge dello Stato, la legge 194, che proprio quest’anno celebra il suo quarantennale. «Si tratta di una campagna di disinformazione contro le donne, la loro salute e la loro libertà di scelta e autodeterminazione. La legge 194 è invece una legge che ha dato, e continua a dare – nonostante i ripetuti attacchi – ottimi risultati, sia in termini di prevenzione, sia contro gli aborti clandestini e a favore della salute delle donne e della maternità. Le istituzioni intervengano con urgenza in merito alla vergognosa campagna  promossa dal movimento per la vita e centro di aiuto alla vita di Chivasso, e il Comune rimuova immediatamente i manifesti, così come è avvenuto in altre città d’Italia».

Dello stesso avviso Liberi e Uguali: «A ogni latitudine le spinte reazionarie antiabortiste tentano di riportarci indietro nel tempo – dichiarano i consiglieri regionali di LeU Marco Grimaldi, Silvana Accossato e Valter Ottria - purtroppo per i movimenti per la vita, il vento soffia nella direzione opposta. Lo dimostrano Irlanda e Argentina (dove la Camera bassa ha appena detto sì all’aborto legale). Proprio perché non si torni indietro, a 40 anni dalla conquista civile che fu la legge 194, abbiamo presentato una delibera – accolta dalla Commissione Sanità – per far sì che tutti i presidi medici e tutte le Asl piemontesi possano garantire il rispetto della legge, innanzitutto procedendo a una mappatura della percentuale di obiezione e, nel caso in cui il personale obiettore superasse il 50%, attivando pratiche di mobilità e turn over o addirittura concorsi per medici che pratichino l’interruzione volontaria di gravidanza. Ora il Comune di Chivasso faccia il minimo che gli spetta: rimuova quei manifesti».