CASTELLAMONTE - Le bollette alle stelle: «Il sindaco se ne vada»

Rinvio del pagamento della Tari e dimissioni del sindaco per non aver tutelato i suoi cittadini (e il suo Comune) quando era ora. Pasquale Mazza e Giuliana Reano, dopo aver incontrato i cittadini, lunedì scorso, sul delicato tema della Tari, chiedono la testa del primo cittadino Paolo Mascheroni. Le bollette della raccolta rifiuti di Castellamonte, infatti, sono schizzate verso l'alto. Molto più che altrove. Alcuni commercianti pagano al metro quadro il triplo rispetto a Rivarolo Canavese. Per questo i consiglieri di minoranza hanno chiesto con una lettera inviata a palazzo Antonelli «la revisione del piano finanziario sui rifiuti con la sospensione del pagamento della Tari».

«Il Comune di Castellamonte ha approvato un contratto della durata di 7 anni che ha previsto un sostanzioso aumento senza consultare i cittadini - scrivono Mazza e la Reano - nel piano finanziario sono previsti una serie di servizi (spazzamento manuale con 3 operatori  al giorno per un totale di 86 ore settimanali) che in realtà non vengono fatti se non in rari casi. Perchè conteggiare queste prestazioni e perché non si vigila sulla loro reale effettuazione?». E ancora: «Per quale motivo i castellamontesi pagano la tariffa come se si facesse ovunque la raccolta differenziata mentre ciò non avviene, soprattutto nelle frazioni e nelle parti esterne al centro?».
 
Poi l'attacco a Mascheroni: «Il sindaco di Castellamonte ha svolto, sulla questione rifiuti, il ruolo di presidente della Conferenza dei Sindaci e quindi avrebbe dovuto, in quella sede, tutelare il Comune, avendone  titolo; non si può ora addebitare tutte le colpe al Consorzio Canavesano Ambiente quando non sono state fatte le osservazioni a tempo debito. Il sindaco deve fare la sua parte, altrimenti si dimetta. In un mese, quello di novembre, nel quale le aziende pagano Iva, Inps, anticipo Irpef non si può chiedere ai commercianti di sborsare anche migliaia di euro di rifiuti».