
Spuntano candidatura da mezzo Canavese per il progetto del Ministero dei beni culturali dedicato al salvataggio di edifici e luoghi storici dimenticati. Al momento sono quattro le candidature fin qui presentate. Col rischio che nemmeno una riesca nell’impresa di portare a casa i soldi. Per recuperare i luoghi culturali dimenticati il Governo ha messo a disposizione 150 milioni di euro. Fino al 31 maggio tutti i cittadini possono segnalare all'indirizzo di posta elettronica (bellezza@governo.it) un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività. A seconda del numero delle e-mail ricevute dai cittadini, il Ministero distribuirà i fondi. Più gente segnala, più probabile sarà lo stanziamento in euro.
Il primo a invitare i residenti a scrivere al ministero è stato il Comune di Cuorgnè che ha in progetto di recuperare il vecchio teatro di piazza Boetto (da intitolare a Tullio Pinelli). Diverse fondazioni hanno stanziato dei fondi per i lavori di restauro. Il progetto ha già fatto diversi passi avanti ma, al momento, mancano almeno 50 mila euro per concludere le opere. Non dovesse interessare il teatro cuorgnatese, se non altro i canavesani avranno un po’ di scelta. Nella vicina Valperga, ad esempio, l’amministrazione ha deciso di raccogliere le segnalazioni per salvare l’asilo infantile «Luttati», prossimo a diventare proprietà del Comune.
A Sparone, in valle Orco, la stessa iniziativa è stata proposta per tentare il salvataggio della rocca di Re Arduino e della chiesa di Santa Croce. Un tentativo di progetto in sinergia, invece, è la proposta dei Comuni di Castelnuovo Nigra, Cintano, Colleretto, Borgiallo, Chiesanuova, Castellamonte, Agliè, San Giorgio e Rivarolo che hanno scelto di sostenere la raccolta firme virtuale per il recupero della villa di Costantino Nigra, il diplomatico che ha scritto pagine illustri della storia d’Italia. Entro fine mese, forse, spunteranno altre proposte «made in Canavese» da sottoporre all’attenzione del ministro Franceschini.








