CANAVESE - Cuorgnè Comune pilota del progetto «Spid»
Il Comune di Cuorgnè tra i Comuni pilota del progetto «Spid», il Sistema Pubblico per la gestione dell'Identità Digitale di cittadini e imprese. E' quanto è emerso da uno scambio di ipotesi di lavoro tra il sindaco Beppe Pezzetto ed Elio Gullo, responsabile del servizio per lo sviluppo dell'innovazione del Dipartimento della Funzione Pubblica. «A seguito di una nota inviata a tutti i sindaci dal ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Madia - spiega il sindaco Pezzetto - abbiamo preso contatto con il Ministero per verificare la possibilità di inserire il nostro Comune tra i soggetti pilota di questa iniziativa di innovazione tecnologica». 
 
Il progetto consentirà ai cittadini di avere un unico codice identificativo certificato per accedere a tutti i servizi su piattaforme tecnologiche evolute, messe a disposizione da pubbliche amministrazioni e privati, prima sul territorio italiano e poi in modo armonizzato su quello europeo. «Una modalità che consentirà una vera e propria rivoluzione nella relazione tra cittadino e pubblica amministrazione - dice il primo cittadino - con l'istituzione del progetto le pubbliche amministrazioni potranno consentire l'accesso in rete ai propri servizi, oltre che con lo stesso Spid, solo con la carta d'identità elettronica e la carta nazionale dei servizi. Il termine entro il quale la disposizione entrerà in vigore sarà stabilito con il decreto attuativo. Abbiamo avuto un primo incontro al Ministero e confido che nei prossimi mesi potremo iniziare ad analizzare in modo più specifico l'utilizzo di questo sistema coinvolgendo opportunamente gli operatori del settore».
 
Il Comune di Cuorgnè ancora una volta si pone come punto di riferimento per l'innovazione tecnologica rivolta ai cittadini, avendo colmato, in questi anni, un gap non indifferente, seguendo un preciso piano di innovazione tecnologia e di processo: «Dobbiamo usare la tecnologia come strumento per rendere più semplice e facile la vita del cittadino, arrivando ad avere un Comune virtuale aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette, utilizzando direttamente sugli strumenti tecnologici già largamente in uso non solo tra le nuove generazioni».
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