
Sono numeri da allarme rosso, turisticamente parlando, quelli Manital e Compagnia di San Paolo hanno snocciolato a Colleretto Giacosa in occasione del convegno sui progetti di rilancio del Canavese. Nonostante il nostro territorio vanti più castelli della Loira, è uno dei meno visitati di tutto il Piemonte. I dati, preoccupanti, riguardano anche le Valli di Lanzo. L’anno scorso, ad esempio, il Canavese e le Valli (nel vasto territorio che si estende da Ivrea fino a Ceresole Reale e Ala di Stura) hanno fatto segnare 359 mila presenze turistiche, l’8% in meno rispetto al 2012.
Ma è dal 2009 che l’intero territorio fa registrare flussi turistici in calo (con la sola eccezione del 2011, l’anno dei 150 anni dell’unità d’Italia). Dal punto di vista economico, inoltre, i numeri rivelano una pochezza disarmante. In Piemonte, i turisti restano in media tre giorni. In Canavese meno di due giorni e mezzo. Con una grossa differenza nella spesa: la media regionale parla di 97 euro a testa per ogni giorno trascorso in Piemonte. I turisti che scelgono il Canavese, invece, spendono appena 17 euro al giorno. Un’inezia se paragonata ai 178 euro giornalieri che i villeggianti spendono nelle Langhe o nel Roero.
E dire che il Canavese si trova a un'ora di auto da un bacino potenziale di quasi un milione di famiglie. Cifra che sale ad oltre 3 milioni di famiglie se si considera un raggio di due ore di auto, toccando le aree metropolitane di Torino, Genova e Milano. E' evidente che, fin qui, sia mancata la capacità di attrarre turisti. Oggi in Canavese si contano 354 esercizi turistici per un totale di circa 8700 posti letto. Quelle che mancano, al momento, sono idee nuove per rilanciare davvero il settore e convincere chi arriva da fuori che un giro in Canavese merita davvero.








