Aumenti a raffica nella bolletta dei rifiuti. Un’altra amara sorpresa per i residenti di buona parte dei 51 Comuni dell’ex consorzio Asa. Dal 15% al 30% in moltissimi paesi della zona. Cifre che vanno a sommarsi ad altrettanti aumenti dell’anno scorso. «Abbiamo 300 mila euro in più da pagare - dice il vicesindaco di Castellamonte, Giovanni Maddio - frutto della nuova ripartizione dei costi tra tutti i Comuni. Non sono aumenti che dipendono direttamente dal Comune o dall'azienda che ha vinto il bando». Nel passaggio dal consorzio pubblico Asa all'azienda privata Teknoservice alcune cose sono cambiate. Gli introiti della differenziata e del riciclaggio, ad esempio, adesso vanno all'azienda «per questo - spiega Maddio – ha previsto il bando. Prima l’Asa li poteva utilizzare per ridurre gli aumenti».
A Rivarolo il maggiore esborso sarà di 200 mila euro. Quasi il 25% di aumento. «Ci siamo opposti a questa ripartizione delle spese tra i vari Comuni del territorio - ha detto in consiglio comunale l'assessore al bilancio Edo Gaetano - ma la situazione è questa. Dovremo lavorare per il futuro». Aumento del 14%, invece, a Cuorgnè, tra i centri maggiori quello che è riuscito a contenere il rincaro. «In molti Comuni ora si paga di più perché in passato i conteggi sono stati fatti male - dice il sindaco Beppe Pezzetto - oggi per abbassare i costi è necessario spingere sul porta a porta».
A Cuorgnè, così come negli altri centri maggiori dell'alto Canavese, stanno partendo diverse campagne di sensibilizzazione (insieme alla Teknoservice) per invitare i cittadini a differenziare di più e meglio. Sarà comunque molto difficile spiegare ai singoli utenti il valore aggiunto della raccolta porta a porta a fronte del nuovo aumento nelle bollette. Valore che, oltretutto, non si raggiunge concretamente con la differenziazione dei rifiuti ma con il minor costo del conferimento in discarica del rifiuto indifferenziato. Meno spazzatura non differenziata si porta in discarica (o all’inceneritore del Gerbido) e meno si paga.
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