
“Possiamo capire che, non avendo mai amministrato seriamente, il senatore Cesare Pianasso e il neo consigliere regionale Mauro Fava possano non capire i tempi che servono per ottenere i fondi dal Governo e soprattutto da quando si ottengono poi a fare i progetti e quindi appaltarli. Se per gli esponenti leghisti è tutto così semplice e veloce da fare, allora mi chiedo perché non lo avessero già fatto con la Giunta Cota. In questi cinque anni, grazie al Governo di centrosinistra, sia a livello nazionale che piemontese, siamo riusciti ad ottenere decine di milioni di euro, che sono ora nelle casse della Regione, pronti per essere spesi e destinati all’ammodernamento delle ferrovie Canavesana e Torino-Ceres. Sempre che la nuova maggioranza di centrodestra non voglia ora fare marcia indietro e dirottare altrove queste importanti risorse pronte ad essere investite sul territorio».
Così Francesca Bonomo contro ribatte alle polemiche dei due esponenti della Lega in merito alle preoccupazioni espresse dalla deputata del Partito Democratico sul futuro della linea che collega il Canavese a Torino. «Chiediamo ai rappresentanti canavesani eletti a Palazzo Lascaris, in particolar modo a coloro che oggi sono chiamati a governare la nostra Regione – prosegue l’esponente del Pd – di aiutarci a monitorare i prossimi passi, in attesa di capire se la Giunta confermerà i fondi già stanziati e messi a bilancio dalla maggioranza di centrosinistra guidata da Sergio Chiamparino. Dopo l’ultimo incontro con Rfi, avevo avuto la rassicurazione che i lavori potevano partire già da fine giugno, soprattutto per quanto riguarda la Canavesana, in particolar modo per l’adeguamento del sistema di controllo marcia-treno».
Bonomo guarda poi al futuro: «Al di là delle polemiche, a cui non vogliamo più prestarci – conclude la deputata canavesana – faremo sempre sistema, senza guardare l’appartenenza partitica, per cercare di ottenere i servizi di cui il Canavese ha bisogno. L’auspicio è che il passaggio della gestione della Sfm1 da Gtt a Trenitalia non vada a rallentare questo processo di miglioramento ed efficientamento della linea: a rimetterci sarebbero come sempre i pendolari, gli utenti e l’intero territorio».








