BUROLO - Troppe volgarità, cattiverie e odio: il sindaco Cominetto «spegne» i social

BUROLO - Basta volgarità, cattiverie e haters: quando l'odio corre sui social, bisogna anche saper staccare la spina. E' la decisione presa dal sindaco di Burolo, Franco Cominetto, che ha deciso di «disconnettersi» dal web per un periodo «sabbatico» di riflessione. Il primo cittadino ha, infatti, ha deciso di mettere in stand-by il proprio profilo personale sul più popolare social network. Ovviamente, resta invece operativa la «pagina» ufficiale del Comune di Burolo, in cui si rende conto dell’attività dell’amministrazione.

«Credo che arrivati ad un certo punto della nostra vita, bisogna prendere delle decisioni. Decisioni che, magari, vengono prese a malincuore o dopo lunghe riflessioni - spiega il sindaco di Burolo - Ho sempre pensato, e ci credo ancora, che i social siano tra le più importanti scoperte per poter avvicinare le persone. Peccato che l'uso è l'utilizzo che ultimamente si vede, non sia solo comunicazione. Esultare per la morte di una persona, insultare chi non condivide le proprie idee, prendersela con il vicino di casa perché non pota la siepe, ecc..ecc..,credo sia un segnale forte di una deriva ingovernabile.. Ecco, la mia decisione presa è quella di prendere un periodo di pausa e staccarmi da facebook fino a che le conversazioni che vi appaiono e i post che vengono posti in visione tornino ad essere un esempio di comunicazione e soprattutto di educazione».

«Forse pretendo troppo, ma credo di pretendere solo quanto ognuno di noi merita - conclude Cominetto - Rispetto! Rispetto per la morte e per il dolore, rispetto per le idee, anche se non le condividiamo, rispetto per le scelte, rispetto per l'educazione e per l'altrui pensiero. Si può discutere, ma mai cadere nell'insulto o nel pregiudizio di essere solo noi i custodi della verità. La volgarità, la cattiveria e l'ignoranza trasmessa negli ultimi giorni mi ha spiazzato. Quando si superano certi parametri, credo sia opportuno riflettere sul perché si è arrivati a questo punto».

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