
L'Uncem si schiera al fianco dei Comuni dell'alto Canavese nel tentativo di salvare Belmonte. «Il Comune di Valperga in primis e i Comuni canavesani hanno segnalato alla Regione le necessarie e urgenti trattative con la proprietà, al fine di mantenere inalterato e quanto meno non aggravare lo stato di degrado anche materiale del complesso di Belmonte, seppur siano già occorsi crolli di parte delle strutture del convento - scrive il presidente dell'Uncem Piemonte, Lido Riba, in una lettera inviata a Regione Piemonte, Anci e sindaci del Canavese - l'eccezionale valore universale che ha giustificato l’iscrizione del bene nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco potrebbe venir meno con l'addio della comunità religiosa».
«Emerge, alla luce di tali considerazioni, la necessità di mettere in campo tutte le iniziative volte alla fattiva tutela e salvaguardia del Sacro Monte di Belmonte. Penso ad esempio all’uso di fondi europei – anche d’intesa con il Ministero per i beni culturali – e all’impegno di risorse legate alla cooperazione Italia-Francia Alcotra, vista la recente approvazione di un piano di sviluppo e progettualità per il Canavese. Ancora, è proponibile la costruzione di pacchetti turistici d’intesa con le Unioni montane, il Consorzio Operatori turistici locale, il Gruppo di Azione locale, i rappresentanti delle imprese capaci di coivolgere Belmonte e altre località del Canavese. Certamente, l’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione potrà dare importanti suggerimenti e guidare le strategie di valorizzazione».
Uncem conferma la massima disponibilità a collaborare con i Comuni, gli Enti, le Istituzioni, la Regione Piemonte per individuare migliori e stabili soluzioni capaci di valorizzare il Sacro Monte. Il tempo stringe.








