
IVREA - L'associazione utenti della ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta e l'associazione «Pendolari stanchi Vda» hanno scritto una lettera agli assessori ai trasporti di Piemonte e Valle d'Aosta per chiedere un confronto immediato sui problemi della linea. Ai pendolari non è sfuggito che gran parte dei disagi patiti nell'ultimo periodo sono frutto di scelte «sbagliate della Regione Valle d'Aosta». Oltre al danno sembra avvicinarsi anche la beffa, visto che sono previsti aumenti nei biglietti.
«Le difficoltà riscontrate dai pendolari legate alla limitata capienza dei treni bimodali che non consentono di mantenere gli opportuni distanziamenti di sicurezza sanitaria, denunciate sui quotidiani in questi giorni, ci danno lo spunto per riprendere i problemi già sollevati in occasione del cambio orario dello scorso anno che avevano generato forti proteste da parte dei pendolari piemontesi, prese di posizione da parte di alcune amministrazioni comunali, interrogazioni nel Consiglio Regionale del Piemonte, nonché l’impegno dell’assessore piemontese ai trasporti Gabusi
ad avviare un tavolo di confronto con il competente assessorato della Regione VDA. Ci corre l’obbligo di sottolineare che i problemi di orario permanenti dallo scorso anno (taglio indiscriminato della fermata di Borgofranco e soppressione delle fermate intermedie tra Ivrea e Chivasso) e quelli all’onore delle cronache di questi giorni (sovraffollamento dei treni bimodali) derivano entrambi da scelte sbagliate e controprodicenti prese dalla Regione VDA».
«Il taglio del servizio ferroviario per gli utenti dei comuni intermedi della linea, che di anno in anno si sono visti diminuire le fermate dei treni più comodi come orari e percorrenza, si è ripresentato. In particolare ci riferiamo alla soppressione delle fermate intermedie di Strambino alle 7.38 e Caluso alle 7.46. Questo ennesimo taglio ha colpito proprio nell'orario di punta e ha costretto, e costringe tuttora, le persone ad allungare i tempi di percorrenza o a veder fallire le coincidenze a Chivasso dove soli 5 minuti sono concessi per acchiappare al volo i treni provenienti da Milano e diretti a Torino».
«Molti utenti hanno così deciso di abbandonare il servizio pubblico ferroviario per raggiungere con mezzi privati la stazione di Chivasso se non direttamente Torino, contribuendo così a peggiorare la qualità dell'aria del capoluogo piemontese e la salute dei cittadini, in sostanza il fallimento di qualsiasi politica di trasporto pubblico. La situazione per gli utenti piemontesi della linea Aosta – Torino non è più accettabile. Val la pena sottolineare che sulla Aosta–Torino la grande maggioranza dell’utenza è piemontese e quindi sarebbe un ennesimo e inaccettabile torto una paventata tariffazione punitiva per loro».
I pendolari ritengono indispensabile che venga avviato un confronto serio tra le due Regioni con l’obiettivo di raggiungere un compromesso accettabile tra le esigenze degli utenti del treno. Entrambe le Associazioni dei pendolari presenti sulla linea chiedono con forza di partecipare a questo confronto, con l’obiettivo di risolvere prioritariamente i problemi prima della revisione dell'orario ferroviario per la stagione invernale.








