
Una grandissima testimonianza storica, di vita, di emozioni, di lotta contro la mafia. Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il magistrato ucciso da cosa nostra, in un salone Alladium gremito in ogni ordine di posto, ha raccontato la sua storia, quella del fratello e della sua agenda rossa. In platea tanti, tantissimi ragazzi delle scuole. Un «evento di giustizia» organizzato dalla Pro Loco di Agliè in collaborazione con il Comune, il liceo artistico Felice Faccio di Castellamonte e il Movimento Agende Rosse.
«La mafia non è solo una questione del sud, sarebbe sbagliato confinarla geograficamente - ha detto Borsellino dal palco dell'Alladium, consapevole che il Piemonte (e il Canavese purtroppo) sono legati a doppio filo ad alcuni esponenti della criminalità organizzata - solo che qui non ci sono le stragi e la mafia non ammazza le persone per strada. Qui la criminalità si infiltra nelle amministrazioni pubbliche, negli appalti e nelle realtà dove gira l'economia. E' l'unico modo che hanno per poter riciclare il denaro che ottengono dai giri illeciti».
Struggente il ritratto che Borsellino ha fatto del fratello e, in particolare, delle sue ultime ore di vita. «Quelle non furono, purtroppo, solo stragi di mafia. A distanza di anni sappiamo che settori deviati dello Stato lavorarono con la criminalità organizzata. C'era un disegno ben preciso per portare alla trattativa Stato-Mafia». Borsellino ha ricordato anche la nascita «sospetta» di Forza Italia, i rapporti di Dell'Utri con cosa nostra e Silvio Berlusconi. «Ci fu una trattativa e come ogni trattativa che si rispetti, poi i patti si devono mantenere. E negli ultimi vent'anni questo è stato fatto».
Subito dopo l'intervento di Borsellino la premiazione degli elaborati del concorso «Chi è Stato?». Al primo posto per le scuole superiori il liceo Faccio con «L'opera dei pupi» di Lorenzo Tardito. Al secondo posto «Il sacrificio della verità» di Dana Marchino, Manuele Spanu, Simona Di Dio, Sara Chiarella, Nicoletta Peracchi, Roberta Filisetti e Giorgia Marietti. Terzo posto per «Code of silence» di Nicoletta Peracchi. Tra le scuole medie primo premio alla scuola media di Castellamonte con l'opera «L'agenda rossa di Paolo Borsellino» realizzata dalla terza C. Secondo posto per la media di Favria con l'opera «Agenda» realizzata dalla terza D. Terza piazza sempre per la media di Favria con il video «Grandi e piccole vittime di mafia» della terza A.















