AGLIE' - Confindustria Canavese vede la fine della lunga crisi
«Impresa e comunità». Sono le parole chiave condivise in occasione dell'assemblea annuale di Confindustria Canavese che si è svolta lunedì al castello ducale di Agliè. Ospite d'eccezione il presidente nazionale Vincenzo Boccia che ha parlato di Canavese e di economia nazionale. Ivrea, la città che fu di Olivetti, e tutto il territorio canavesano, sono considerati un esempio in termini di cultura industriale. «Qui non abbiamo avuto paura di rischiare - ha detto il presidente di Confindustria Canavese, Fabrizio Gea - quasi 32 mila imprese attive con un tasso di imprenditorialità pari al 12,5%, un export del 30% e un tasso di disoccupazione assestato sul 10,6%, contro una media nazionale del 12%. Dati che mostrano come il territorio abbia saputo reagire alle congiunture economiche negative e soprattutto abbia avuto coraggio e tenacia nel riconvertire un tessuto imprenditoriale in passato fortemente monoindustriale».
 
Dello stesso avviso il presidente nazionale di Confindustria che ha ribaltato il modello Canavese al sistema Paese. «L’Italia è la seconda nazione industriale europea alle spalle della Germania – ha detto Boccia - ma abbiamo le potenzialità per essere primi se venissero eliminati alcuni storici deficit competitivi. Non chiediamo di azzerarli tutti: basterebbe eliminare i principali». Confindustria, su questo, rivendicherà la sua presenza tra le leve economiche del paese, preso atto che un ruolo fondamentale per la crescita, secondo Boccia, dovrà essere svolto anche dal sistema bancario.
 
Il numero uno di Confidustria ha anche rivendicato un ruolo di «sentinella» da parte degli industriali, difendendo la scelta di appoggiare il «Si» al referendum di ottobre. «Confindustria non parla di argomenti a caso. Ad esempio, non parleremo delle coppie di fatto. Ma sulle scelte della politica che hanno riflesso sulla vita reale dobbiamo dire la nostra. E’ un dovere. E spero ci ascoltino perché noi, senza presunzione, il mondo reale lo viviamo tutti i giorni, tra mille difficoltà, con le nostre imprese». Poi un accenno anche alle ripercussioni della Brexit: «Gli aspetti negativi, statene certi, non saranno solo a carico degli inglesi – ha assicurato Boccia – per questo occorre un cambio di passo nel più breve tempo possibile. L’Europa non può continuare ad attendere, altrimenti rischia di perdere anche quello che vuole difendere».