
"Rosso Istanbul", undicesimo film di Ferzan Ozpetek è l'adattamento della sua omonima autobiografia, edita da Mondadori nel 2013, in cui il regista, tornato nella sua città natale vent'anni dopo aver girato il suo primo e a tutt'oggi miglior film, "Il Bagno Turco", cerca di dialogare con le ombre del passato per esorcizzare la condizione presente di "straniero" in patria. Nel cinema, come nella vita, tornare a casa dopo un lungo periodo di assenza scatena emozioni complesse e contrastanti ed è qualcosa da maneggiare con cautela.
Ozpetek con questo film ci racconta anche il rapporto tra Occidente e Oriente mostrandoci una città completamente inedita: se la sua opera prima era un elegante canto del cigno di un mondo e di una cultura che era destinata a scomparire, ora le cose sono definitivamente cambiate. Istanbul è una metropoli fatta di grattacieli moderni, luci al neon e feste mondane; nonostante l’appiattimento della cultura dominante, il regista ci invita a girare l’angolo per trovarsi nelle strette strade o in un piccolo negozio e ritrovare così la “sua” Istanbul.
Non c’è solo il rumore delle trivelle che scavano continuamente fondamenta per nuovi palazzi, c’è soprattutto il rumore assordante dei ricordi in Rosso Istanbul. Come accade in una trasposizione, nel libro non ci sono alcuni personaggi che invece nel film hanno un ruolo predominante come Orhan Sahin, che torna dopo vent’anni in Turchia per aiutare il suo amico regista Deniz Soysal a terminare la sua biografia (i due personaggi, rimandano chiaramente a Ozpetek).
Ad un certo punto e in capo ad una strana notte dove si mescolano realtà, sogno, allucinazione e torpore alcolico, Deniz sparisce. Per sempre. Dapprima tentato di andarsene, Orhan si ritrova sempre più coinvolto nei legami con i famigliari e gli amici di Deniz. Soprattutto Neval e Yusuf, la donna e l'uomo a cui Deniz è più legato, entrano prepotentemente anche nella sua vita. Quasi prigioniero nella storia di un altro, Orhan però finisce per indagare soprattutto su se stesso, riscoprendo emozioni e sentimenti che credeva morti per sempre e che invece tornano a chiedergli il conto per riuscire a cambiare la sua vita. (Santho Iorio)















