
Tutto comincia con la cronaca del fallaccio a Giaccherini nel derby, con Bergomi e Caressa che dal tono l’avrebbero buttato fuori ancora prima dell’arbitro. Da lì a “Glik Glik Glik Glik Glik” il passo è breve. Ci voleva Kamil, il gigante polacco che tremare le caviglie fa, per lanciare un tormentone Toro da intonare (o quello che è) in Maratona.
Quel “Glik Glik Glik Glik Glik” abbinato alla maglietta “Keep calm and trust in Glik” si intitola “Glik – fuori al 35’” ed è la canzone del rapper Willie Peyote (ovvero Gugliemo Bruno) che su YouTube è già un record di (c)lik. “Questo ragazzone polacco è un simbolo di un’attitudine diversa di approcciarsi sia al calcio sia alla vita, la stessa che mi ha spinto a tifare Toro. Il mio brano parla di coloro che devono conquistarsi tutto con le unghie e con i denti e magari passano per cattivi”, è il sunto del rapper.
Ma per capire di cosa stia parlando bisogna pescare qua e là qualche passaggio. Del tipo: “I tuoi eroi fanno cilecca sul più bello… fighetti strapagati come Matri e Borriello…esproprio proletario ti entro in casa col crick… fanculo i radical chic restiamo hardcore come Kamil Glik”. Il forcone con le scarpette bullonate, ecco. Sarà un caso, ma questa settimana di caos e di proteste di strada l’ha aperta lui, il Polaccone, con un gol in mischia che ci ha fatto battere la Lazio. No che non è un caso. E’ Glik Glik Glik Glik…








