RIVAROLO-CHIERI - Ferrovia Sfm1, cronache di ordinari disagi...

di Alessandro Previati

Proprio nel giorno in cui Legambiente ha presentato il report «Pendolaria» sullo stato (a tratti pessimo) delle ferrovie del nostro Paese, la Sfm1 Rivarolo-Chieri ha deciso di tenere fede al suo status che la vede, insieme alle altre linee del Sistema Ferroviario Metropolitano, tra le dieci peggiori d'Italia. Mercoledì sera, infatti, 18 dicembre 2024, una serie di problemi, iniziati con il soccorso ad una passeggera a bordo di un convoglio, ha generato la cancellazione di due collegamenti filati da Chieri per Rivarolo. Proprio nell'ora di punta, tra le 18.30 e le 19.30. Circostanza che ha lasciato a piedi centinaia di pendolari (nella foto la situazione a Porta Susa poco dopo le 19.30), poi stipati sul primo treno utile diretto in Canavese.

Ora: il guasto tecnico (anche se un po' troppo frequente sulla Sfm1) o l'imprevisto lungo la linea, sono cose che possono succedere. Diciamo che «fanno parte del gioco». Quello che stupisce, e che riporta la ferrovia ai livelli tremendi di qualche anno fa, è la gestione dell'emergenza. A Porta Susa le centinaia di persone in attesa (nel 99% dei casi pendolari dotati di regolare e salatissimo abbonamento, in relazione alla qualità del servizio) sono rimaste sui binari ad attendere treni già cancellati. E così nelle altre stazioni. Le comunicazioni sono lente e poco tempestive, spesso incomplete.

Il servizio di bus sostitutivi, annunciato a voce (!) da alcuni addetti alla clientela in stazione, in realtà non è mai partito: quando il pullman ha raggiunto Porta Susa, infatti, i viaggiatori erano già saliti sul treno delle 19.48, dopo aver atteso oltre un'ora ed essere anche usciti dalla stazione nella speranza di intercettare il pullman diretto a Rivarolo. Lungo una tratta che quasi giornalmente presenta cancellazioni e stop improvvisi, per svariati motivi, è assurdo che non sia «pronto» in tempo reale un servizio bus sostitutivo in grado di risolvere i problemi e ridurre i disagi dei passeggeri. E' assurdo e inaccettabile.

Come detto: l'imprevisto può succedere, ma va gestito come si deve. Con le giuste e adeguate contromisure per evitare il caos e la giustificata incazzatura di chi viaggia e si affida al treno per raggiungere il posto di lavoro o tornare a casa. Da questo punto di vista, dopo tanti anni di disagi, non è stato fatto alcun passo avanti. Purtroppo.