
Diciamolo subito: Tracy ha vinto l'undicesima edizione di MasterChef Italia. Ma la popolare trasmissione di Sky e Now Tv ha avuto un altro vincitore. E non solo morale. Lo certificano le migliaia di commenti sui social che sono piovuti in queste ore sui canali della trasmissione. Perchè le abilità tecniche di Tracy (come di gran parte dei concorrenti) non sono nemmeno lontanamente in discussione. La 28enne cameriera di Verona ha vinto con pieno merito la sfida a suon di piatti da urlo.
Ma Christian Passeri, 20 anni, non è stato da meno. Anzi, ha avuto probabilmente un'enorme forza in più per arrivare in finale. E non solo perchè tutto il Canavese faceva il tifo per lui, essendo di Bosconero. Ma anche (e soprattutto) perchè in questi mesi di trasmissione Christian è diventato un simbolo. Alle prese con la sindrome di Asperger, infatti, ha superato prove di eccezionale difficoltà. Contro le quali tantissime persone (con o senza sindrome) sarebbero andate a sbattere.
Della sua malattia aveva parlato nella primissima puntata, quando, ancora alle selezioni, si presentò davanti ai giudici: Antonino Cannavacciuolo, Giorgio Locatelli e Bruno Barbieri. «Sono al secondo anno di ingegneria chimica alimentare - ha raccontato il bosconerese presentandosi ai fornelli - sono qui per una mia sfida personale: soffro della sindrome di Asperger e questo non mi permette di relazionarmi con le persone come vorrei. E' un problema che ho fin da quando ero piccolo».
Ecco, una sfida personale. Vinta a mani basse fino ad arrivare in finale. Ed è quello che ha sottolineato il papà di Christian prima dell'ultima puntata. Era scettico in merito alla partecipazione del figlio poco più che ventenne al cooking show. Proprio per quella difficile sindrome da affrontare giorno dopo giorno.
Con il coraggio di un leone, il bosconerese è cresciuto in maniera esponenziale. E lo ha fatto, evidentemente, non solo con la tecnica che ha messo nei piatti ma anche (e soprattutto) con la volontà di superare la sfida. Sarà anche per questo che lo chef Antonino Cannavacciuolo (così come il collega Locatelli) si è commosso parlando con lui all'atto della consegna della casacca: «Christian, io ho visto in te una persona che non solo ha superato i suoi limiti ma una persona che è di esempio per tutti noi. Perchè un ragazzo che cresce in questo modo è un ragazzo destinato a diventare un grande cuoco». Grazie Christian: è stata una grande emozione.











