
L'idea geniale è mettere un linguaggio contemporaneo in bocca e nei pensieri di 9 sentinelle appostate in trincea a 3000 metri durante la guerra 15/18. Si parla di canne, di musica, di sesso e di tutto il resto come se ne parlerebbe oggi, ieri o come se ne poteva parlare giovedì scorso.
Il problema risiede nei contenuti dei discorsi. Del tutto coerenti con la situazione, per carità: ozio, alienazione, paura, disperazione per il tempo perduto tra baracche e gallerie gelate... discorsi coerenti ma anche (detto tra noi) decisamente pallosi. Speri sempre che succeda qualcosa, ma in un avamposto sperduto tra guglie di dolomia, in una guerra di trincee, cosa vuoi che succeda? C'è molta più vita alla Fortezza Bastiani, per capirci. Per questo e per le pagine e pagine di delirio e sclera della voce narrante, non riesco a essere entusiasta. Se fosse un'opera teatrale (e temo proprio che lo possa anche essere) consiglio un posto laterale, dal quale si possa sgattaiolare fuori, non visti, a fumare ogni tanto, salvo essere pronti a tornare dentro per applaudire, alla fine, perché poi, gli applausi, Luigi Pozza li merita anche.
Autore: Luigi Pozza, editore mimisol











