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Qui comando io.
Certo, a casa propria ognuno comanda, detta le regole ed è bello, terribilmente bello, fin troppo bello.
Così succede che dal soggiorno poco illuminato, seduti sul divano, oppure dalla scrivania di casa, si accede ai social, Twitter, Facebook, Instagram e chi più ne ha, ne metta.
Casa mia: regole mie.
Si entra nel mondo online, virtuale, seduti sul divano di casa, si è in un certo senso "usciti da casa", dalle proprie quattro mura, perché si è entrati in un altro mondo, quello online, in cui si possono incontrare altre persone, tante altre persone.
Persone come noi, sedute sul divano, dentro alla propria casa.
Casa mia: regole mie.
Così succede che chi non la pensi come noi venga schiacciato, insultato, percosso verbalmente con rabbia, del resto: "cosa vuole questo? Questa è casa mia, qui si applicano le mie regole, qui decido e comando io", ma non funziona così, il mondo online non è "nostro".
Il mondo online è la casa di tutti, tutti la abitano, tutti devono potersi sentire "al sicuro".
Al sicuro dai giudizi, dagli insulti, dalla cattiveria altrui.
"Online si è più cattivi", questo si dice.
"Online c'è più maleducazione", questo si ripete, incessantemente.
Quando siamo ospiti a casa degli altri portiamo rispetto, a chi ci accoglie, a chi ci apre la porta di casa, della sua casa.
Proviamo a vederla così.
Ogni volta che accediamo al mondo virtuale, online, entriamo in una nuova casa, chiediamo "permesso" e portiamo rispetto.
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Grazie per aver letto, al prossimo martedì con un nuovo episodio dell'appuntamento ironico: "Il supermercato".
Buona settimana!











