
E’ di ieri la notizia del primo bombardamento francese contro le forza armate dell’Isis. Potrà così il democratico occidente sconfiggere i fondamentalisti barbuti? Ecco una breve storia dei bombardamenti e del loro valore militare e strategico.
Nella notte tra il 14 e 15 novembre 1940 oltre 440 bombardieri della Luftwaffe sorvolano la città inglese di Coventry. Il bombardamento dura oltre dieci ore e la città viene rasa totalmente al suolo. E’ una novità assoluta, tanto che ne nasce il termine coventrizzare. Continua la guerra e arriva il 1945. L’intera Germania è squassata dal rombo continuo delle tonnellate di bombe sganciate dai bombardieri alleati. L’obiettivo strategico è diminuire la produzione bellica. Anche se le città sono ormai ridotte a cumuli di macerie la produzione non rallenta minimamente dato che tutte le fabbriche sono state spostate nel sottosuolo. Le condizioni di lavoro sono malsane, gli spazi piccoli e bui, il rumore assordante ma le truppe del terzo Reich hanno bisogno di armi, munizioni e mezzi e questo è l’unico modo di fornirglieli. I bombardamenti non raggiungono quindi gli obiettivi previsti.
Vietnam. Sono passati poco più di 10 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e gli Stati Uniti sono nuovamente impegnati nell’invasione di un paese nemico. “Mi piace l'odore del napalm al mattino (…) sai quell'odore di benzina? Tutto intorno. Profumava come... come di vittoria.”: questa una delle battute più famose del film Apocalypse Now. E se pensiamo al Vietnam una delle prime immagini a venirci in mente è quella dei bombardieri a bassa quota e delle foreste che si accendono di un fuoco che nemmeno l’acqua può spegnere. Anche in questo caso però, nonostante le enormi devastazioni, l’obiettivo di vincere la guerra “stanando i Charlie col fuoco” non è stato raggiunto. I bombardamenti hanno quasi sempre colpito i civili, non i guerriglieri.
La rivoluzione sembrava essere arrivata con i droni, piccoli velivoli senza pilota usati per attacchi di precisione. I primo uso in grandi quantità di tali armi è stato durante le varie guerre portate dagli Stati Uniti nel Medio Oriente dopo l’11 settembre 2001.
Nonostante alcuni eclatanti successi la maggior parte dei “missili intelligenti”, tanto intelligente non si è dimostrata, colpendo più spesso civili che soldati. E’ anche la funzione strategica a essere cambiata. Un drone permette un attacco mirato, diretto contro un bersaglio preciso; è sostanzialmente inutile contro grandi formazioni di nemici. Tra il missile di un drone e un bombardamento c’è la stessa differenza che c’è tra un sicario e un esercito.
Si potrebbero prendere decine, centinaia di esempi, ma penso che questi tre possano essere esemplificativi. Sicuramente l’attacco francese è un inizio, essendo il primo intervento ufficiale di un paese europeo contro lo Stato Islamico, ma secondo me i bombardamenti non basteranno, perché non possono bastare. C’è l’assoluta necessità di un intervento a terra per poter legittimamente pensare di poter vincere la guerra. Gli aerei da soli non bastano.








