Il frigo ci dichiarerà guerra
Alcuni mesi fa, senza troppo clamore, è stata data notizia di un attacco alla rete che ha praticamente oscurato cost to cost l'accesso a centinaia di servizi online negli Stati Uniti. Siamo nell'era digitale e la nuova rivoluzione industriale, quella chiamata comunemente Industry 4.0, si sta espandendo su tutto il globo. 
 
Uno dei pilastri di questa nuova rivoluzione è l'internet delle cose (IOT) un acronimo che sempre più spesso sentiremo. In estrema sintesi la connessione via "rete" di oggetti, dai più sofisticati ai più comuni. Uno studio della Gartner stima che gli oggetti connessi oggi siano circa 7 miliardi, le previsioni parlano di 20 miliardi di "oggetti" connessi entro il 2020. 
 
Parliamo non soltanto di "computer" o "smartphone" ma di oggetti sempre più comuni: telecamere, televisori, sistemi di controllo per neonati, lavatrici, frigoriferi, cucine e tutti quegli oggetti che la "Domotica" renderà sempre più connessi nella nostra vita quotidiana, nelle nostre case, nei nostri posti di lavoro, sulla nostra automobile, nel nostro tempo libero.
 
Se da un lato questa nuova rivoluzione digitale sarà il motore di un nuovo sviluppo economico dall'altro, come sempre avviene, porterà dei potenziali inconvenienti, tutti siamo connessi ma tutti potremmo essere sconnessi.
 
Quello che è successo sembra una prova generale di attacco su scala globale, che a nostra insaputa ha utilizzato come testa di ponte gli oggetti connessi alla rete, frigoriferi compresi. Guardando il bicchiere mezzo pieno crescerà, ed anche di molto, il settore della sicurezza digitale su cui molti investiranno. (dal blog di Beppe Pezzetto)