
Nello stupore generale che ad Agosto in Italia fa caldo, leggo, bevendo un caffè (altra consuetudine italiana) della notizia dell’attacco dei Trolls al nostro Presidente Mattarella! Dopo aver pensato per un momento al perché di tanto accanimento da parte di quei bravi ragazzi autori di “quella carezza della sera”, faccio un salto su Wikipedia e vedo la luce, adesso tutto mi è più chiaro!
Dobbiamo spostarci dal mondo reale a quello digitale, dove le regole del gioco e i paradigmi sono completamente diversi, luoghi nei quali é possibile dire qualsiasi cosa e dove la stessa qualsiasi cosa viene condivisa da un numero immenso di persone, la maggior parte delle quali non sa neppure chi tu sia e di cosa tu stia parlando. La sintesi è che una volta se al bar dicevi: “vorrei una lattina di Topexan” il barista prima pensava ad una nuova bevanda, poi capiva che era una “bischerata”, ti mandava a stendere, gli avventori ridevano ... ma uno che non capiva lo trovavi sempre, e il giorno dopo in un altro bar sicuramente avrebbe chiesto una lattina di “Topexan”.
I Troll sono quelli che chiedono la lattina di Topexan nella rete, quelli che dicono di aver le prove che “Gesù é morto di freddo” o più semplicemente godono nel seminare “zizzania”. Ora le ragioni di questo loro atteggiamento sono diverse, non sono un sociologo (o forse servirebbe uno psichiatra) ma i Troll vanno dai professionisti che vengono pagati, a quelli più “local”- tipicamente: spiritosi, rancorosi o frustrati...
Buttano la palla di neve nella rete, e da lì la valanga inizia a girare travolgendo tutto quello che trova, tipo telefono senza fili (per capire di cosa parlo i più giovani chiedano ai più vecchi): é come trovarsi ai pranzi di famiglia nelle ricorrenze ed avere qualche parente anziano con evidenti problemi d‘ udito per cui inizi a parlare di “sole” e dopo poco non capisci perché ma stai disquisendo su come il troppo “sale” faccia male...e non hai tempo di intervenire sul malinteso che qualcuno già ti consiglia di andare dal medico per farti fare le analisi, perché in effetti sei un po’ sovrappeso.
Ora, il tutto potrebbe risultare anche simpatico, se non fosse che questi produttori di balle a livelli alti possono influenzare le borse, le scelte politiche ecc. ... a livelli locali, stillare giorno dopo giorno un clima di sospetto, sfiducia e acredine anche nelle nostre comunità, perché poi, nella confusione, diversi saranno veramente convinti di aver visto il “sole a mezzanotte”. Sono certo che nelle nostre comunità gli anticorpi esistono, ma la domande sorge spontanea: perché alcuni criticano a prescindere ogni cosa, ogni iniziativa fatta da persone, associazioni, volontari che provano a mettersi a disposizione degli altri con sacrificio e impegno? Certo qualche volta si commettono degli errori, ma si sa... chi non fa non sbaglia.
Perché non trasformano questa loro acredine in qualcosa di utile? Perché non si mettono in gioco in prima persona? Mi ripeto: forse non lo fanno per interessi personali, per rancori, per frustrazioni, per palese incapacità ... sta di fatto che più che sui social dovrebbero trovare risposta ai loro problemi personali da degli “specialisti”. (blog di Beppe Pezzetto)








