CANAVESE AL CENTRO - Il Canavese ad Alba nelle Langhe

di Giuseppe Pezzetto - Canavesealcentro.it

Domenica scorsa ho avuto l’opportunità di essere ospite della Fiera internazionale del Tartufo bianco d’Alba, una giornata interessante in cui il Canavese si è presentato in questa importante kermesse, grazie, all’instancabile lavoro dei sindaci delle «Tre Terre del Canavese». Un evento in cui ho ancora una volta constatato le potenzialità del nostro territorio, questa volta in una terra, quelle delle Langhe, con molte
affinità con le nostre terre, ma che ha saputo riscoprire negli ultimi decenni la propria vocazione come già avevo scritto in un mio precedente articolo dal titolo «Cunevesani» e da cui dovremmo trarre ispirazione. Già nel viaggio verso Alba dialogando con Peppone Calabrese (il conduttore di Linea Verde ormai Canavesano d’adozione) ho ulteriormente accresciuto la consapevolezza delle molte opportunità del Canavese che spesso vengono più colte da chi ci osserva da fuori e di cui dovremmo avere una maggior consapevolezza.

Di fronte ad un nutrito pubblico ho assistito ad un workshop in cui sono stati presentati e fatti degustare alcuni prodotti della nostra terra e oggettivamente hanno raccolto un notevole successo, questo grazie alla lungimiranza di tre sindaci del territorio: Pasquale Mazza (Castellamonte), Andrea Zanusso (San Giorgio) e Marco Succio (Agliè) a cui si è aggiunto il Sindaco di Caluso Mariuccia Cena, il tutto nell’ambito del progetto del Festival della Reciprocità delle Tre Terre del Canavese, un progetto che abbraccia i territori in tutte le sue peculiarità e tradizioni sia enogastronomiche che artigianali.

Ed ecco che come per magia sono stati cucinati e proposti al numeroso pubblico alcuni dei sapori e delle tradizioni canavesane: «Faseuj e quaiette» con le «piattelle» di Cortereggio un fagiolo presidio di Slow Food, preparate nella Tofeja di Castellamonte e servite in terrine e piatti sempre della Città della ceramica, il nostro «salam ‘d patata», i nostri formaggi, e poi i dolci della nostra tradizione, gli «amaretti morbidi», i torcetti, i biscotti «della duchessa» e i nocciolini di Chivasso.

Il tutto abbinato con delle selezioni speciali di “Erbaluce” di Caluso: fermo, bollicine sino ad arrivare al passito senza dimenticare il Nebbiolo di Carema, il tutto servito dai bravissimi e preparati ragazzi dell’Istituto di Istruzione Superiore «Carlo Ubertini» di Caluso. Ascoltare gli apprezzamenti sinceri ai nostri prodotti nella terra del tartufo e del vino, mi ha riempito il cuore e suggerito che, come canavesani, dobbiamo proseguire sulla strada della valorizzazione di quanto abbiamo, che spesso sottovalutiamo, ma che in realtà è davvero molto.