CANAVESE AL CENTRO - Uno slogan per la provenienza Canavesana?

di Tiziana Adage - Canavesealcentro

Non posso dire di provenire da una famiglia contadina, ma mia madrina e le mie prozie erano coltivatrici dirette e i miei genitori avevano un orto stupendo che con il lavoro dei miei nonni, e il mio piccolo contributo, produceva ogni ortaggio che si potesse desiderare. 
Per le prime tre decadi della mia vita ho mangiato prodotti che venivano direttamente dal nostro orto, o da quello dei miei parenti e dalle loro stalle. Come dimenticare le uova e il latte fresco, il burro, i tomini e le tome, gli animali da cortile.
La tradizionale macellazione del maiale, fatta solitamente a febbraio, e la preparazione del salame da stagionare o mettere sotto grasso nella doja, il salame patata, le quaiette, le fresse fatte con la carne di maiale, fegato uova e uva sultanina e coperte con la sierosa, i budini (sanguinacci), le grassette (ciccioli)… potrei continuare per ore.
Il Canavese offre tantissimi prodotti locali, e alcuni hanno ottenuto anche la denominazione di prodotto agroalimentare tradizionale italiano (PAT). Mi vengono in mente il Civrin della Valchiusella e la tuma d’Trausela, il salame di turgia e la mocetta. Tra i prodotti agricoli la meliga (mais) della varietà antica pignoletto rosso, la piattella di Cortereggio delizioso fagiolo bianco anche presidio slow food, o il cavolo verza di Montalto con cui fare dei deliziosi caponet.
Infine, ci sono i prodotti tipici del parco del Gran Paradiso, le decine di mieli locali, e i vini DOCG (Erbaluce di Caluso: fermo, passito e spumante) e DOC (Carema, Canavese rosso o bianco). Chiedo scusa in anticipo per i prodotti non menzionati, probabilmente per mera ignoranza della loro esistenza.
Il concetto di prodotto a km zero e stagionale è per me così intrinseco nella mia cultura che a tutt’oggi, con il disappunto dei miei famigliari, mi rifiuto di comprare verdura o frutta non di stagione (ho comprato appena oggi le prime fragole).
Qui in Stiria, dove vivo ormai da più di un decennio (dal verde Canavese al cuore verde dell’Austria, vedete un filo conduttore?) ho inizialmente faticato a trovare prodotti che rispondessero alle mie esigenze di acquisto e le etichette, che qui in Austria contengono molte meno informazioni rispetto a quelle italiane, non servivano.
La catena di supermercati SPAR, da un po' di anni, mi è venuta in aiuto segnalando sui propri scaffali con la scritta “ich bin ein steier” (io sono stiriano) più di 5000 prodotti provenienti dalla regione.
Non so se sia stato un atto di pura preveggenza da parte del marketing, che ha anticipato un sempre più marcato interesse dei consumatori, o se ci sia stata una spinta da parti dei produttori, ma io la trovo una iniziativa vincente per dare valore alla regione, ai suoi produttori e ai suoi prodotti.
Chissà che la prossima volta che calerò in Canavese (dopo aver fatto pasqua nella mia tana, come da Carducciana memoria) sugli scaffali non ci sia la scritta: Io Sono Canavesano. (canavesealcentro.it)