
di Silvia Leto - Canavesealcentro
Silvia Leto, architetto e docente di Arte e Immagine presso la scuola secondaria di primo grado. Toro ascendente acquario. Nasco in Canavese, ma le mie origini sono siciliane da entrambi i genitori. I miei nonni durante gli anni ‘60 decisero, come molti altri, di cercare fortuna al nord, dove rimasero per il resto della loro vita con grande soddisfazione. Ho frequentato il Liceo Scientifico Aldo Moro di Rivarolo e successivamente mi sono iscritta al Politecnico di Torino alla Facoltà di Architettura, dove mi sono laureata nel 2013 con una tesi di laurea per un nuovo piano di gestione del Sacro Monte di Belmonte. Amante dell’arte e dell’architettura, ho sempre subito il fascino della “politica”. Così come definito da Aristotele, penso che "L'uomo sia per natura un animale politico" e ciò significa che l’uomo per natura è legato ad una vita comunitaria con altri individui inseriti in un contesto più ampio che è la “polis” (termine dal quale deriva la parola politica). Questa considerazione personale mi ha spinto ad avvicinarmi alla vita amministrativa della mia città e nel 2011 ho iniziato la mia avventura come consigliera di maggioranza e poi come Assessore del comune di Cuorgnè, abbassando notevolmente l’età media del consiglio comunale. Una bella svolta! Tra alti e bassi e considero questa avventura fortemente formativa e positiva. Impegnarsi per la comunità direi che rappresenta un elemento fondamentale per dare una svolta al nostro territorio.
"L'uomo sia per natura un animale politico" e ciò significa che l’uomo per natura è legato ad una vita comunitaria con altri individui inseriti in un contesto più ampio che è la “polis” (termine dal quale deriva la parola politica). Questa considerazione personale mi ha spinto ad avvicinarmi alla vita amministrativa della mia città, Cuorgnè, e nel 2011 ho iniziato la mia avventura come consigliera di maggioranza e poi come Assessore del comune di Cuorgnè.
Questa importante esperienza mi ha aperto gli occhi sulle potenzialità del Canavese, ma anche sui suoi problemi. Da tempo ormai si evidenzia una situazione statica, un territorio che con estreme difficoltà riesce a rinnovarsi, che rimane ancorato al periodo tanto fiorente del settore metalmeccanico. La necessità evidenziata dalla mia esperienza è quindi di una visione prospettica a 360°, in cui si mettano in risalto le potenzialità e si ritorni a competere con i sistemi territoriali limitrofi (vedi Torino, Biellese, Valle d’Aosta ecc.).
Come ottenere questo cambiamento assolutamente necessario?
Ho sempre pensato che impegnarsi per la comunità rappresenti un elemento fondamentale per dare una svolta ad un territorio. Oggi più che mai il nostro territorio necessita di impegno e nuova progettualità creativa per dare rilancio e lustro al Canavese. Impegnarsi per creare un luogo positivo, piacevole da vivere e con opportunità di lavoro, deve essere l’obiettivo fondamentale per mantenere ed attrarre eccellenze in un territorio.
Queste a loro volta sono elemento indispensabile per la sopravvivenza del territorio stesso. La qualità della vita, il livello di benessere, la condizione socio-culturale, lo stato dell’economia e delle infrastrutture, la valorizzazione dei beni artistici e ambientali, sono tutti elementi che fanno di un territorio un luogo attrattivo, un modello, un progetto di rilancio per la vita delle persone e per la permanenza delle imprese.
Per realizzare tutto questo è di fondamentale importanza “l’habitat politico, economico e istituzionale”. Il connubio favorevole o sfavorevole di questi elementi possono influenzare pesantemente tutti gli abitanti e con essi lo sviluppo o la decrescita del territorio. Il territorio come tale non può essere considerato solo in relazione ad una o poche realtà, ma va considerato nel suo complesso e in tutti i suoi aspetti.
Per una buona riuscita è necessario lavorare in “compartecipazione”, come persone appartenenti ad una stessa squadra, tralasciando le visioni campanilistiche e raggiungendo una visione d’insieme per ripensare ad un territorio esteso e unito.
Il cambiamento è possibile, ma deve partire da ognuno di noi. Siamo tutti fondamentali. (www.canavesealcentro.it)








