
di Pasquale Mazza - Canavesealcentro.it
Nato a Potenza nel novembre del 1963, laureato in Scienze Politiche, ha operato in Basilicata sino agli anni ’90 nel settore della progettazione e direzione di lavori edili per importanti società del settore. Trasferitosi poi in Canavese attualmente opera nella più importante realtà Torinese nel settore della gestione del servizio idrico integrato. Da sempre appassionato di politica, è attualmente Sindaco della Città di Castellamonte, Presidente dell’Unione Montana Valle Sacra e dal 2021 Consigliere (con delega da Assessore in materia di Trasporti, Protezione Civile e pianificazione territoriale) della Città Metropolitana di Torino.
Perché un territorio possa non essere a rischio desertificazione ma essere, al contrario, appetibile ed attrattivo serve la concomitanza di diversi fattori: uno di questi è la presenza essenziale di infrastrutture tra le quali quelle afferenti alla mobilità che deve essere anche sostenibile.
Sul trasporto aereo siamo ben messi dalla estrema vicinanza al Sandro Pertini di Caselle ma anche a Milano Malpensa
Per quello che riguarda la mobilità su ferro è partita l'elettrificazione della Rivarolo-Pont Canavese ma per fare in modo che questo servizio diventi davvero competitivo da tutti i punti di vista bisogna fare ancora degli interventi e far sì che per andare da Rivarolo a Torino si impieghi meno tempo. Bisogna rimuovere le intersezioni a raso e raddoppiare i binari, ciò è molto oneroso ma è quello che serve per raggiungere l'obiettivo principale che si traduce in risparmio di tempo per i cittadini e quindi migliore qualità della vita e miglioramento in termini di inquinamento ambientale, oltre ad una maggiore attrattività residenziale per nuovi e giovani nuclei famigliari.
Si tenga altresì conto che un intervento di questo tipo darebbe una grossa spinta anche al settore turistico. Un ultimo appunto: la modalità di pagamento (questa è una riflessione che vale per tutto il settore della mobilità) bisogna avere la possibilità di fare un biglietto unico sui trasporti. Sono partite delle piccole sperimentazioni e Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino e Agenzia per la mobilità Piemontese ci stanno lavorando.
La mobilità collettiva su gomma ha bisogno di una revisione generale, la cosa che serve più di tutte ottimizzare e armonizzare le varie tratte tra di loro e con le tempistiche delle ferrovie, troppo spesso non si riesce a prendere le coincidenze.
Per quel che concerne la mobilità individuale sono in atto molte sperimentazioni di carpooling, car sharing e bike sharing in tutta l'area di città metropolitana che ricordo essere la più grande d'Italia in termini di estensione e con ben 312 comuni. Stanno per partire molti interventi previsti nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile approvato da Città metropolitana a luglio che riguarda le piste ciclabili.
Ho volutamente tenuto per ultimo il problema della viabilità. Se per la Lombardore-Front si sta procedendo con tempi e finanziamenti certi vi sono ancora due problemi: Il cosiddetto Ponte Preti e il ponte chiuso sulla Torino-Aosta nei pressi dell'uscita di Ivrea.
Per quanto riguarda il Ponte Preti la Città metropolitana di Torino è titolare di un finanziamento, si tratta di circa 19 milioni di euro mentre la titolarità della strada è stata trasferita ad ANAS.
Bisogna fare presto: i due enti si accordino in tempi rapidi e si proceda. Seguirò personalmente e con costanza lo sviluppo della situazione e terrò aggiornato il territorio. Intanto i due Enti si sono incontrati e nei prossimi giorni si rivedranno. Bisogna fare presto.
La nota dolente, infine, che comporta molti disagi ad una buona fetta di Canavese, riguarda la chiusura ormai da troppo tempo dell'autostrada che da Ivrea porta a Torino, completata da tempo e che intoppi burocratici non consentono di aprire.
Chiedo un intervento urgente che ristabilisca la normalità di transito in tempi rapidissimi, credo sia giunto il tempo di risolvere il problema, che sta creando danni economici e di inquinamento non più sostenibili!
L'alternativa a questo immobilismo potrebbe sfociare in una manifestazione degli amministratori con intervento di programmi satirici nazionali in quanto siamo al paradosso, non è un problema di soldi, di lavori (completati da tempo) ma di burocrazia e non è più tollerabile!









