Pets, vita da animali: divertente ma niente scintilla...
Questo è il week end trionfale di Pets, vita da animali, il nuovo lungometraggio dell’Illumination. La giovane casa d’animazioni che ha regato al pubblico i Minions e Cattivissimo Me prova a bissare il successo con la storia di Max e Duke, due cuccioloni NewYorkesi. La vita di Max sembra perfetta finché non arriva il grosso molosso a rovinare la tranquillità dell’intero palazzo. Toccherà agli altri inquilini a 4 zampe cercare di salvare gli amici da Nevosetto e la sua banda degli “sciacquonati”, composta dagli animali abbandonati dai padroni. 
 
Il film, prodotto da un gigante come Chris Meledandri è divertente anche se manca quella scintilla che l’avrebbe reso intramontabile. Nonostante l’intuizione brillante di raccontare la vita degli animali domestici e la banda dei “senza padrone”, il film per i più grandi può risultare lento, senza lo stesso guizzo che aveva contraddistinto i lungometraggi precedenti. 
 
I registi Chris Renaud e Yarrow Cheney rimangono sulla superficie, nonostante ci fosse spazio e materiale. Il rapporto con gli umani si limita all’essenziale e New York è poco più di una quinta teatrale, soprattutto se paragonata al Bayou di un progetto recente come “La Principessa e il Ranocchio”. I protagonisti, escludendo forse solo Nevosetto, risultano piatti e bidimensionali, più uno stereotipo che dei veri personaggi. La musica cerca di sostenere il ritmo incalzante ma viene schiacciata da un doppiaggio non sempre brillante, soprattutto nel caso di Max. Il film nel complesso è divertente e strappa qualche risata, ma si accontenta di poco. Difficile trovare la tenerezza di Ratatouille, l’ironia di Shrek o solo un ricordo da portare a casa.
 
L’abbiamo visto con: un sacco di adolescenti. Già come accaduto con il film dei Minions l’Illumination ha il dono di trascinare al cinema la fascia +15, universitari ed adulti. I bambini in sala hanno comunque apprezzato le gag dei 4 zampe.  (blog Bimbi al Cinema di Nilima Agnese)