CUORGNE' - A Luciano Ronchetto il Bugia-nen dell'anno

CUORGNE'- Un uomo carismatico, dalla grande forza comunicativa, autorevole senza essere autoritario, tanto che il suo impegno, la sua esperienza sono ancora oggi esempio di cosa vuol dire essere un dirigente del sindacato. Si tratta di Luciano Ronchietto, A lui, nato nel 1931, sabato 3 luglio sarà consegnato il “Bugia Nen dell’anno”. Organizzato dalla Lega Spi Cgil Alto Canavese con il patrocinio della città di Cuorgnè, il prestigioso riconoscimento ritorna protagonista alle nostre latitudini dopo un anno di stop dovuto alla pandemia.

La premiazione della quarta edizione dell’iniziativa si terrà alla sala Auditorium dell’ex Manifattura di via Ivrea a Cuorgnè. L’evento inizierà alle 15.30 con un monologo teatrale sulle figure di Teresa Noce, Emilio Pugno, Pia Lai e Giuseppe Di Vittorio a cura del Coordinamento Donne Lega Spi Alto Canavese. Alle 16, dopo il saluto del sindaco del paese delle due torri, Giuseppe Pezzetto, ci saranno gli interventi di Sergio Perino, segretario Spi Cgil di Milano, Mimmo Vazzana, segretario provinciale Spi Cgil di Torino, Luigi Bellotto, già segretario Spi Cgil Alto Canavese. Quindi la consegna del Bugia Nen e le conclusioni di Giuseppe Mantovan, segretario regionale Spi Cgil e Enrica Vialfrè, segretaria Generale Camera del Lavoro di Torino.

«Luciano Ronchetto è una figura storicamente legata al movimento operaio del Canavese – spiegano Luigi Bellotto e Alfredo Ghella dello Spi Cgil – Negli anni ’50 e fino alla pensione Ciano, come lo chiamano tutti, ha difeso e sostenuto i valori e i diritti del mondo del lavoro in un’epoca in cui non era facile farlo. Delegato sindacale alla Botto di Cuorgnè ha saputo costruire un grande rapporto sia con gli impiegati che con gli imprenditori. In un periodo nel quale mancava la figura del funzionario di categoria ed il responsabile della Camera del lavoro cuorgnatese, Pierino Rolando, seguiva tutte le categorie. lui è riuscito a rappresentare tutti i lavoratori del territorio. Non è mai stato corporativo o per principio contro i direttori d’azienda. Era autorevole e stimato ed ascolato. Premiamo un grande uomo che ha votato se stesso in difesa del lavoro e dei lavoratori».

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