
CANAVESE - Nel week-end in Canavese è stata celebrata La Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Domenica 6 a Montalenghe la ricorrenza è stata onorata con Messa e benedizione delle lapidi dei caduti la ricorrenza del IV Novembre. In rappresentanza dell'amministrazione comunale era presente il vice sindaco Massimo Bronzini, che all'ultimo momento è stato chiamato a sostituire la sindaca Rita Ladu, assente giustificata per problemi familiari. Il parroco padre Costanzo ha benedetto, al termine della Messa, sia le lapidi sulla facciata comunale che al cimitero, con preghiere recitate ed un momento di silenzio. «Commemoriamo i nostri caduti per la libertà e per la Patria - ha detto Massimo Bronzini -, come ogni anno. Questo è purtroppo particolare, col ritorno della guerra, col popolo ucraino che soffre. Guerra che coi suoi problemi coinvolge economicamente anche le famiglie italiane. La speranza che auspichiamo è che i governanti trovino il modo di fare cessare le armi e torni la pace. E che a questo possano servire anche le nostre preghiere ed i nostri pensieri». Anche padre Costanzo ha aggiunto che le guerre, purtroppo, sono in diversi posti del mondo, non solo in Ucraina, come ricorda spesso papa Francesco.
I Comuni dell’Unione Montana della Val Gallenca (Canischio, Valperga, Prascorsano, Pertusio e San Colombano Belmonte) si sono dati appuntamento, come da tradizione, al Santuario di Belmonte per una sentita celebrazione del IV Novembre. Hanno partecipato i sindaci locali, i consiglieri regionali Mauro Fava, Andrea Cane e Alberto Avetta, l’assessore regionale Andrea Tronzano e il parlamentare Alessandro Giglio Vigna, Il maresciallo capo Gian Marco Altieri comandante della stazione carabinieri di Cuorgnè, gli Alpini del gruppo di Valperga sezione di Ivrea, la Protezione civile, la Croce Bianca e altre associazioni del territorio, oltre agli studenti e insegnanti delle primarie dell'istituto comprensivo di Valperga e le filarmoniche di Valperga e Prascorsano e Canischio.
Celebrazioni si sono svolte anche a Pont Canavese, con il coinvolgimento degli studenti delle scuole, a Noasca, insieme alle associazioni del territorio, e a Favria. «E’ una giornata storica per la nostra Italia alla quale dobbiamo dare la giusta attenzione non solo per le fortissime valenze simboliche che porta con sé, ma anche per le conseguenze politiche economiche e sociali che ne derivarono – ha detto Giorgio Cortese - Guardando le lapidi con i nomi e cognomi ci possiamo rendere conto di quanto siano costate le guerre in termine di lutti a quello che allora era la piccola Comunità di Favria. Oggi questa giornata è un doveroso momento di memoria e ricordo di una data importante della nostra storia, un’occasione per ringraziare e conoscere meglio le nostre Forze Armate ma sia anche un giorno di riflessione che tutti noi facciamo sul supremo valore della pace e della fratellanza tra i popoli. Siamo qui per ricordare i giovani militari morti in servizio di Pace all'estero e tutti i soldati italiani lontani da casa. A loro va tutto il nostro sostegno ed un commosso ricordo nella giornata delle Forze Armate. Siamo qui perchè anche oggi siamo se così la guerra, prima con la pandemia e adesso con la guerra tra Russia e Ucraina che è entrata di nuovo nel cuore dell’Europa, e siamo anche noi in una guerra economica con le bollette della luce e del gas che schizzano alle stelle. Una guerra economica che la viviamo sulla nostra pelle tutti i giorni, una crisi sempre più grave e pesante, che ci tocca tutti da vicino. Una guerra che è diffusa nel mondo e provoca per la fama la migrazione di popoli e rifugiati che arrivano poi come innocenti disperati che aumentano i contrasti sociali ed innescano manifestazioni, a volte anche comprensibili, di insofferenza. Siamo qui perchè la ricorrenza odierna deve divenire occasione di studio, di riflessione, di confronto ... perchè il passato ci aiuti a comprendere il significato del presente e del nostro ruolo di adulti, di giovani, di politici, di educatori, di responsabili dell'oggi. C’è un messaggio forte e chiaro che giunge a noi dalla costituzione italiana: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali “. Ripudiare la guerra vuol dire vincere l'egoismo umano, sempre pronto a dichiarare nuove guerre per smania di potenza, con la lotta all'ignoranza e al disimpegno civico; la conquista della libertà e della pace non sono state acquisite una volta per tutte ma sono, invece, conquiste che si consolidano ogni giorno, nelle nostre famiglie, sui luoghi di lavoro, nei luoghi della politica, ovunque si costruisce amore per la vita, per la democrazia, rispetto per gli altri, aiuto per i più deboli. Ma una cosa deve essere molto chiara: nulla si fa cancellando il passato. Impariamo dal nostro passato, non disperdiamo la lezione della storia e la saggezza dei nostri anziani: impegniamoci personalmente perchè il nostro paese ha bisogno di ognuno di noi. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a questa commemorazione grazie a tutti quelli che si impegnano e si impegneranno per un futuro di democrazia e di libertà, un grazie alle Forze Armate che tantissimo hanno fatto e ancora stanno facendo in favore della democrazia e della Pace nel mondo. Viva L’Italia, viva le Forze Armate strumento di pacificazione. W gli Alpini».















