
A seguito di un approfondito lavoro di revisione, il gruppo di lavoro della Prefettura ha “licenziato” la nuova edizione del Piano di emergenza esterna dei tre stabilimenti a rischio di incidente rilevante che gravitano su corso Europa, ben noti alla popolazione di Volpiano. Si tratta della Eni (deposito di idrocarburi e di Gpl sorto nell’area della ex raffineria) e delle due aziende che si affacciano su via Amalfi: due depositi di gpl della Autogas nord e della Butangas. Benzine e gasoli che sono poi distribuiti mediante autobotti, mentre il gpl è distribuito con autobotti o imbottigliato e venduto in bombole.
Un Piano rivisto – che supera la prima edizione emanata nel 2003 e revisionata nel 2008 – che ha tenuto conto non solo dei progressi normativi e tecnologici, ma anche della necessità di evidenziare ancor più gli eventi derivati da cause naturali. Vale la lezione anche dell’evento incidentale che a novembre del 2019 portò al dilavamento di sostanze oleose presenti nell’impianto Eni dopo le fortissime piogge interessando, con lievi conseguenze, una vasta zona di Volpiano e dei Comuni limitrofi.
Questo tipo di stabilimenti sono tra quelli che devono essere progettati e gestiti in sicurezza, costruiti nelle zone idonee e dotati di un piano di emergenza. Per aumentare il livello di sicurezza degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, oltre ai controlli e alle autorizzazioni, la normativa comunitaria di riferimento individua come essenziale la predisposizione, da parte delle autorità competenti (le Prefetture), di strumenti di pianificazione dell'emergenza idonei a gestire con tempestività e organizzazione le fasi immediatamente successive ad un evento.
Il Piano di emergenza esterna individua uno schema di allertamento efficace che consenta di venire tempestivamente a conoscenza dell'evento comunicato, di norma, dal gestore dello stabilimento; isola un'area convenientemente scelta con posti di blocco stradali, in modo da diminuire il numero di persone soggette agli effetti dell'evento e favorire le operazioni di soccorso e dei Vigili del Fuoco; indica le modalità di allarme e il comportamento da seguire in caso di emergenza; pianifica le azioni di competenza di ciascun Soggetto preposto; fornisce e mantiene aggiornato un quadro conoscitivo dell'attività a rischio e del territorio circostante.
La Città metropolitana di Torino (Direzione Rifiuti, Bonifiche e Sicurezza dei siti produttivi) partecipa attivamente al gruppo di lavoro prefettizio. L’intesa sul Piano, prevista dalla legge, ha la funzione di assicurare la coerenza con le specifiche competenze del nostro Ente in materia di ambiente, di protezione civile e di viabilità e con gli strumenti di governo del territorio. Dopo l’intesa anche da parte dei comuni interessati e della regione, il nuovo Piano sarà emanato con decreto dal Prefetto di Torino ed entrerà in vigore. Sarà poi il Comune a proseguire l’opera di capillare informazione della popolazione coinvolta, per rendere tutti consapevoli dei rischi, nella loro reale misura, e delle norme di autoprotezione e di comportamento. La Città metropolitana metterà a disposizione di tutti sul suo sito (sezione "Rischio Industriale") la versione del Piano consultabile dal pubblico.








